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Ilva Taranto Manifestazione ColizziSi è svolta questa mattina la “Marcia per l’ambiente santo e pulito”, un percorso da Statte all’Ilva nel capoluogo ionico. A prendere parte alla marcia, i movimenti civici politici della Città Bianca: Ostuni Città nuova e Ostuni Bene Comune. Ambasciatore in terra ionica, il candidato sindaco di Ostuni, dott. Franco Colizzi, che si è reso conto del problema legato ai poli industriali che si trovano a cavallo della citta di Ostuni. Da una parte l’Ilva, dall’altra la Centrale Enel di Cerano (Brindisi).

Di seguito riportiamo la nota che il dottor Colizzi, ha inviato alla nostra redazione.

Il progetto politico-culturale per Ostuni dei movimenti Ostuni Città Nuova e Ostuni Bene Comune, essendo fondato sulla sfida di un nuovo sviluppo coerente con le vocazioni del territorio, riguarda tutta l’area vasta della Puglia centrale, Brindisi e l’area jonica.  Se ne è parlato nei giorni scorsi in un avvincente dibattito con il professor Marescotti, presidente di Peacelink e uno degli animatori della lotta contro l’inquinamento mortale dell’ILVA, e con il dottor Rossi, impegnato conoscitore delle problematiche dell’immensa area industriale di Brindisi e promotore di lotte contro l’uso massiccio del carbone a scopi energetici. Domenica 6 aprile si è svolta una partecipata marcia per l’ambiente sano e pulito da Statte ai cancelli dell’ILVA e il dottor Colizzi, candidato sindaco di Ostuni, vi ha preso parte con i rappresentanti dei due movimenti che lo sostengono.  Per la Rete civica del dottor Colizzi, è necessario che le istituzioni locali e pugliesi siano molto più vicine ai territori, ai cittadini e alla loro vita quotidiana. Le scelte industriali degli anni Sessanta e Settanta nel Sud della Puglia  non hanno mai sviluppato una forte economia ad alta intensità occupazionale, ma anzi hanno consumato risorse ambientali, danneggiato la salute dei cittadini e impedito altre scelte di sviluppo, compatibili con le vocazioni territoriali e in grado di dare lavoro, anche qualificato, a decine di migliaia di disoccupati vecchi e nuovi. 

Ilva Taranto Manifestazione Colizzi2La Puglia è la terra di Gaetano Salvemini, Giuseppe di Vittorio, Aldo Moro, don Tonino Bello. Dovremmo far leva su questa grande eredità intellettuale per salvare e mettere a valore la bellezza umana e della natura delle nostre terre.

Ostuni potrebbe proporsi, assieme ai Comuni della Valle d’Itria, come capofila della costruzione di un nuovo sviluppo ecologico e più umano, capace di non consumare più territorio, di non inquinare, di fare leva sull’immenso capitale umano oggi precario o senza lavoro (spesso nonostante qualifiche, lauree, master, alta professionalità) e sull’immenso capitale dei beni comuni delle nostre terre (archeologici, naturalistici, storico-culturali, artistici…). Ostuni dunque ha bisogno di scelte politiche innovative e senza ambiguità, che prendano atto dell’esaurimento del motore edilizio, e dei suoi danni, per perseguire uno sviluppo coerente con la propria consolidata identità (l’integrazione centro storico-piana degli ulivi secolari dovrebbe diventare patrimonio UNESCO). Ostuni, infine, non deve ignorare quanto accade nel contesto territoriale più ampio, ma anzi impegnarsi ad assecondare tutti quei processi economici e sociali che spingono a mutare il vecchio e fallimentare modello industriale di sviluppo, a Taranto come a Brindisi, per investire sull’economia verde e della conoscenza.