Pubblicità
Pubblicità

Giusy SantomancoNaufragato definitivamente il progetto di rinnovamento intrapreso dalla coalizione uscente, prendiamo atto delle candidature in corsa per le primarie del prossimo 23 marzo, per l’individuazione del sindaco della coalizione uscente, tra l’avv. Nicola Santoro, l’ing. Angelo Melpignano e la dr.ssa Isabella D’Attoma.

Domenico Tanzarella, dunque, disporrà della propria eredità in favore di chi risulterà gradito al popolo delle primarie. Con quali regole le primarie si svolgeranno e intorno a quali contenuti programmatici ad oggi non è ancora dato sapere, visto che – tra l’altro – gli ultimi mesi si sono consumati tra decisioni, smentite di decisioni, insulti, offese che hanno fatto scendere ai minimi storici il gradimento degli elettori per la coalizione di maggioranza uscente.

E’ parso di assistere a quelle tipiche liti familiari che si scatenano allorquando, morto l’autorevole  capostipite, gli eredi perdono quella guida e quel riferimento che li aveva tenuti uniti e affiatati e finiscono per l’accapigliarsi al solo fine di conseguire il lotto migliore dell’asse ereditario.

Ostuni Democratica non appartiene a questa famiglia!

Siamo stati invitati a prendere parte ad un progetto che aveva l’ambizione di allargarsi ad altre forze e che – per questo – individuava come guida il dott. Francesco Saponaro, un uomo la cui storia politica e personale incarnava quel programma di rinnovamento che ci era parso tanto ambizioso quanto impegnativo e stimolante. Caduto lui, veniamo meno anche noi, così come un influente saggio aveva profetizzato.

Oggi più che mai, è evidente che il tema del rinnovamento non era altro che uno specchietto per le allodole, orientato ad arte per far si che i numerosi movimenti di cittadinanza attiva presenti sul territorio non trovassero il tempo per coordinarsi e per evitare che diventassero un vero e proprio pericolo per la stessa tenuta della coalizione di maggioranza uscente la quale non ha saputo convergere su un candidato unitario, a riprova della sua malcelata frammentarietà.

In questo scenario, in cui l’elettorato ostunese perde il riferimento di chi aveva saputo tenere uniti gruppi tanto eterogenei quanto numerosi, in cui gli speranzosi che si erano affidati agli slanci del PD sono stati presto fiaccati, in cui il segretario Maurizio Flore ha tentato in tutti i modi ed invano di restare coerente alla indicazione offerta dai saggi giungendo a dimettersi dal proprio incarico a causa della frammentarietà del partito stesso (confermata dalla candidatura alle primarie della dr.ssa D’Attoma, candidata per il movimento nato per iniziativa dell’assessore Francioso), ebbene in questo scenario noi di Ostuni Democratica riteniamo non più affidabili, né credibili, né tanto meno entusiasmanti le prospettive politiche tanto declamate dalla coalizione di maggioranza uscente di costituire un grande blocco di centro sinistra.

Per chi, come noi, non fa della politica il proprio mestiere ed, anzi, spera solo di contribuire con il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze al miglioramento del futuro della nostra città, lo spettacolo a cui abbiamo assistito dal 22 ottobre ad oggi è stato talmente avvilente che non crediamo di poter assecondare le istanze del nostro elettorato in una coalizione in cui continuano a prevalere vecchie logiche di spartizione degli incarichi e delle poltrone.

Sia chiaro però che non usciamo di scena, ma prendiamo formalmente le distanze dalla coalizione formata da Psi, liste civiche di Domenico Tanzarella e Pd, continuando, tuttavia, a costituire massa critica e ad essere riferimento per quanti vorranno vivere da protagonisti questa fase di transizione, nella convinzione che un serio rinnovamento del consiglio comunale costituirà linfa vitale per il dibattito politico che, auspichiamo possa riportare al centro le scelte per la città ed i cittadini, piuttosto che le scelte per gli scranni, gli incarichi e i privilegi.

Giusy Santomanco – coordinatrice di Ostuni Democratica

Comunicato Stampa Ostuni Democratica