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Riceviamo e Pubblichiamo

Maurizio FloreCari democratici e democratiche, sono trascorsi poco più di 3 mesi e mezzo dal congresso nel quale, sono stato eletto segretario del circolo PD di Ostuni. La candidatura mi fu proposta da un folto gruppo di amici e di compagni che ritennero di individuare nella mia persona un elemento di garanzia per un impegno appassionato, libero, serio e portatore di quel rinnovamento tanto reclamato durante le fasi, appunto, congressuali. Accettai l’incarico di Segretario impegnandomi ad agire senza condizionamenti esterni, a garantire l’impegno di un uomo libero da vincoli e da legami derivanti da appartenenze a gruppi e correnti e fortemente rispettoso di statuti e regolamenti.

Questa caratteristica, che per la gente comune è un pregio, diventa una grave minaccia per chi intende ritagliarsi un ruolo di “manovratore”, di collettore di voti, di condizionatore degli assetti elettorali per le prossime scadenze.

Sento la responsabilità di scrivere questa lettera perché in tutta evidenza il nostro partito è privo di carattere, coraggio e di voglia di reale cambiamento.

In questi mesi, siamo stati il circolo cittadino più attivo ed impegnato in politica, abbiamo svolto un gran numero di riunioni ed abbiamo profuso tutto il nostro impegno per appoggiare la candidatura del Dott. Francesco Saponaro.

Abbiamo fatto molto…. avremmo potuto fare molto di più mantenendo salda la coalizione uscente se, la “minoranza” interna, sotto regìa, piuttosto che sfiancare il candidato propostoci dai saggi, avvinghiarsi in continue, pretestuose e sterili polemiche, avesse assunto un comportamento responsabile e costruttivo e avesse assunto un ruolo propulsivo piuttosto che di freno e di attrito perpetuo e avesse contribuito con lealtà, alla realizzazione di quel percorso che il Partito Democratico, coerentemente con i suoi deliberati e le regole interne, stava portando avanti con determinazione.

A questo proposito mi viene da pensare alla Direzione Naz.le del Pd dei giorni scorsi, dove a larga maggioranza si è assunta la determinazione di far cadere il Governo Letta, praticamente, esattamente l’opposto di ciò che accade ad Ostuni, dove il partito delibera e decide e quattro anime consistenti demoliscono.

Il segno della fragilità di questo partito è proprio nell’attaccamento e nel senso di appartenenza allo stesso, un partito visto come strumento per riaffermare le proprie posizioni, e non, come luogo per discutere, confrontarsi per il bene e l’interesse dei cittadini e della città.

Mi ero illuso di esserci riuscito.

Avevamo intrapreso da subito, quel percorso che vedeva Francesco Saponaro caricarsi il fardello di un progetto politico lungimirante in Ostuni, ma tanto si è fatto che tutto è dovuto venir meno. Un percorso coraggioso, rischioso fatto per cuori forti, ma soprattutto per gente che non fa finta di essere coraggiosa ma ci mette tutto il suo impegno per costruire la nuova fase e un nuovo modo di intendere la politica.

Ho creduto in un Pd capace di riformare la politica di questa città, un partito plurale, aperto, radicato e pronto alle sfide. Ho sognato, insieme a tanta altra gente, un partito capace di essere luogo di confronto e di ideazione di una prospettiva nuova.

Rimetto il mio mandato da Segretario nelle mani del Coordinamento perché voglio mantenere la stima innanzitutto di me stesso, perché la mia concezione della politica è di un impegno al servizio della società e della mia amata città e non una sudditanza servile al “protettore” di turno.

Sulla mia correttezza e buona educazione non accetto assolutamente lezioni da nessuno soprattutto da chi, da questi argomenti e concetti è distante anni luce, anzi si mostra nella sua quotidianità,  davvero una persona indisponente, arrogante, stanca, ragione per cui buona parte di Ostuni vorrebbe cambiare e allontanarsi da metodi ricattatori e frustranti.

Rimetto il mandato nelle mani del Coordinamento, con il piacere di aver vissuto bellissime occasioni di incontro, di confronto e di discussione.

Esprimo piena e sincera gratitudine a quanti mi sono stati vicini, a quanti sono stati collaborativi in questi mesi, gratitudine a quanti anche con un semplice sorriso e una stretta di mano hanno manifestato condivisione per il nostro e il mio impegno.

Un difficile periodo che ha generato in me la nascita di tanti amici e persone care e la conferma di soggetti che della città, del suo sviluppo e della sua storia, nulla hanno a che fare e a che vedere, l’unico vero sviluppo che interessa loro, è il “proprio”.

Un pensiero particolarmente affettuoso e sentito desidero rivolgerlo a Francesco Saponaro e ai Giovani Democratici, con i quali si è instaurato un rapporto politico proficuo, alla pari.

Ragazzi bravi, intelligenti, che hanno saputo coniugare elaborazione politica e concretezza organizzativa e il pensiero ad esempio, mi porta ai trattori rossi, movimento culturale di recente nascita, ma per qualcuno  visti e apostrofati come “nemici da abbattere” e che oggi son divenuti un patrimonio umano importantissimo per la sinistra e la società in generale.

Ragazzi che lasciano ben sperare per il futuro della città, per l’impegno, la passione e la carica ideale che li motiva e qui ricordo l’ultimo incontro avuto in una ludoteca della città, serata caratterizzata da gente fantastica che a differenza di tanti altri, si incontrano per discutere di soluzioni ai problemi e perché, caratterizzati da un unico vero GRANDE AMORE: OSTUNI.

Rimetto il mandato, senza sbattere la porta, e così come sono entrato così vorrei eventualmente uscire, in punta di piedi e a testa alta.

Voglio ancora permettermi il lusso di sognare che un giorno ci possa essere la possibilità di impegnarsi in politica e nel sociale senza per questo arrivare allo scontro continuo e personalistico, senza dover rinunciare alla sovranità di ragionare con la propria testa e senza doversi piegare ai ceffi che orbitano intorno alla politica solo per condizionarne le scelte e trarne personali vantaggi.

Un abbraccio a tutti

Maurizio FLORE