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Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del Movimento 5 Stelle di Ostuni

A seguito di una segnalazione anonima, giunta sul sito, gli attivisti locali del M5S, lunedì 20 gennaio, effettuano un sopralluogo in Contrada Lamacordola, zona interna al Parco delle Dune Costiere, situata tra i lidi di Rosa Marina e Pilone, per verificare la presenta di uno sversamento abusivo di rifiuti industriali, proprio a ridosso dei campi coltivati. Circa due anni fa il terreno, appartenente alla Curia, è stato posto sotto sequestro dalle autorità, col timore che contaminasse la falda acquifera sottostante. Insomma lo scenario della campagna ostunese è simile a quello osservato in questi giorni in Provincia, ed in tutta Italia: rifiuti di ogni genere, anche altamente tossici, che intaccano la salute dei residenti .

Ad allarmarsi però è soltanto la società civile, a quanto pare: durante il sopralluogo Paolo Mariani, portavoce di Ostuni 5 Stelle, contatta il direttore del Parco delle Dune Costiere, il dott. Gianfranco Ciola, nonché la sede della Polizia Forestale di Ostuni, entrambi a conoscenza della “discarica abusiva”.

«Finché la zona è sotto sequestro – spiega Mariani – non è possibile intervenire con una bonifica. Così dice la legge. Ma è così purtroppo che si ammala la gente: proprio accanto alla ex cava in cui sono stati sversati quintali di plastica, come contenitori vuoti e semi-vuoti di diserbanti, fertilizzanti, vasi, taniche, imballaggi e tanto altro, vi sono ettari di campi tuttora intensamente coltivati ad ortaggi. Ad irrigare le colture, un pozzo freatico posto proprio a ridosso della discarica. Larga parte del materiale è stato precedentemente compattato, il che fa pensare, ovviamente, ad uno sversamento ad opera di una società di smaltimento. Chiediamo dunque, a nome della cittadinanza, un intervento immediato da parte dell’Amministrazione comunale, affinché quella, come altre zone da noi individuate nelle immediate vicinanze, vengano rese idonee. Sempre ieri, a pochi passi da Contrada Lamacordola infatti, sono stati individuati svariati cumuli di materiale di risulta, scarti edili, residui di amianto e pneumatici. Invitiamo la cittadinanza a segnalare le “anomalie”, attraverso ilform anonimo compilabile sul nostro sito. La cava in disuso, tramutata poi in discarica, si trova peraltro in una zona di salvaguardia ambientale, accanto ad una delle lame più belle del territorio. È inconcepibile che a pochi metri di distanza convivano le origini preistoriche della nostra civiltà e le sue drammatiche derive».