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Riceviamo e Pubblichiamo
Il sindaco uscente Tanzarella, abusando del suo ruolo, ha pubblicato una volgare lettera aperta rivolta al dottor Colizzi che riteniamo tecnicamente irricevibile ed al più da affidare, per toni e contenuti, alla professionalità del nostro presidente. Sarà Colizzi a decidere quando, come e cosa rispondere a titolo personale al soliloquio di Tanzarella, noi riteniamo necessarie solo poche riflessioni da consegnare ai cittadini con questa nota (che ad ogni buon conto Colizzi conosce e condivide).

Dettata da una malsana e profonda rabbia, che degrada la funzione stessa rivestita perché riduce la politica a uno scontro tribale amico/nemico, l’esternazione viscerale del sindaco uscente suscita un’altrettanta profonda tristezza. Anziché dar conto serenamente del proprio operato alla cittadinanza e godersi il definitivo meritato ‘riposo del guerriero’ (dopo trentasei anni ininterrotti come consigliere comunale o provinciale, amministratore USL o comunale ecc.), il sindaco uscente veste i panni del perseguitato (e questo ci ricorda qualcun altro) gridando al grande complotto, il cui tessitore sarebbe il dottor Colizzi, evidentemente dotato di superpoteri.

La verità è semplice. A marzo del 2013 alcuni di noi, amici ed estimatori del dottor Colizzi (anche se per Tanzarella forse amicizia e stima non esistono), gli rivolsero un appello ad impegnarsi in prima persona e in tre mesi raccolsero 700 firme libere. A questo punto, il dottor Colizzi diede la sua trasparente disponibilità a fondare un movimento civico per il cambiamento ed eventualmente a candidarsi, se fosse stato utile. L’emergere della candidatura di Saponaro ha fatto infine sciogliere la riserva e il dottor Colizzi e Ostuni Città Nuova sono pronti a sostenere questo progetto più ampio.

Nella girandola di mistificazioni, contraffazioni e interpretazioni da osteria, il sindaco uscente paragona i suoi trascorsi giudiziari a quelli di Colizzi, ma tutti sanno che il dottor Colizzi da assessore all’urbanistica (proprio quando Tanzarella era sindaco succeduto a Michele Zurlo) è stato indagato esclusivamente per un fatto che lo stesso pubblico ministero ha poi dichiarato insussistente (qualcuno aveva utilizzato una regolare autorizzazione per un vano tecnico per coprire un abuso edilizio a Rosa Marina). Ma ciò che ancor più rileva – e di cui noi siamo orgogliosi – è che egli è stato l’unico amministratore ostunese che per una semplice indagine si è dimesso (marzo 1993) per tutelare la propria onorabilità e quella dell’istituzione.

Il sindaco uscente tratta poi la cosa pubblica e la rappresentanza politico-amministrativa come una questione del tutto privata e personale, una sua eredità contesa da famelici postulanti, tutti intenti a ordire una congiura ai danni del moribondo. Qualcuno aiuti il sindaco uscente a rendersi conto che è finita un’epoca e che può finalmente tornare a fare il buon cittadino (se le dimensioni del suo ego lo tollerano). Qualcuno aiuti il sindaco uscente, annebbiato dalla visceralità padronale, a rendersi conto che poteva ben nascere un nuovo e molto ampio centrosinistra semplicemente con un doveroso passo indietro del gruppo dirigente dell’ultimo quindicennio e affidando il mandato dell’innovazione necessaria al dottor Francesco Saponaro. E’ penoso addebitare la rottura dell’attuale coalizione amministrativa a chissà quali capacità del dottor Colizzi. E’ stata la incontenibile rapacità di Tanzarella a incrinare, fino a spezzarli, i rapporti interni a quell’area, usando le persone come cose, improvvisandosi esaminatore ultimo dei candidati, sviluppando umilianti contrattazioni (“Saponaro può fare il sindaco ma Tanzarella deve essere il suo vicesindaco”), dettando diktat politici centrati su sé stesso, insomma volendo imporre la sua ingombrante permanenza anche alla fine di una stagione già esageratamente lunga. Per Tanzarella, ‘saggio dei saggi’, i candidati sindaci devono non solo ottenere il suo placet (e quello di qualche lontano parlamentare fraudolento), ma anche superare l’esame lombrosiano delle caratteristiche fisiche e psichiche! A tanta presunzione ed arroganza Totò darebbe una semplice, rumorosa e popolare risposta.

Ma non vogliamo attardarci a parlare di quel nulla che spesso si nasconde dietro il potere. La nostra visione della politica è completamente diversa ed è centrata sul valore assoluto delle persone. Per questo chiediamo sinceramente al sindaco uscente di tornare in sé e di favorire la rinascita di un clima politico più sereno e civile, all’interno del centrosinistra, tra centrosinistra e centrodestra e tra politica e cittadini. Ostuni ha bisogno di figure pubbliche non litigiose, disinteressate, capaci di ricucire e non di lacerare i legami sociali e interpersonali. Per questo, e per la sua grande competenza, abbiamo deciso di sostenere la persona del manager Francesco Saponaro. E per lo stesso motivo, senza alcuna difficoltà, e anzi con assoluto piacere, Ostuni Città Nuova saluta l’avvocato Nicola Santoro nella sua veste ufficiale di candidato sindaco. Per noi non solo non è un nemico né una figura da demolire, ma è anzi una persona che gode della nostra stima e di cui ascolteremo volentieri le sue proposte per la città, sicuri che saprà essere più civile e rispettoso di chi lo ha indicato.
Il direttivo di Ostuni Città Nuova