Pubblicità
Pubblicità

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del sindaco Domenico Tanzarella, indirizzata a Franco Colizzi.

Domenico TanzarellaCarissimo Franco, 
sono mesi che leggo sui giornali tue elucubrazioni mentali, prive di qualsiasi proposta concreta, che spaziano da “innovazione strategica a nuovo modello di sviluppo”, a riferimenti che mostrano in tutta la loro virulenza una mente contorta e piena di confusione, per cui non ritenevo meritassero particolare attenzione; ma la reiterazione di offese gratuite e considerazioni false, bugiarde e tendenziose nei confronti del sindaco, della maggioranza e dei cittadini che li hanno votati, mi impongono una garbata ma ferma risposta. Ho conosciuto nella mia lunga esperienza professionale, politica e amministrativa pochissime persone, forse nessuna, che ha una considerazione di sé, una coltivazione del proprio ego senza limiti, un rispetto limitatissimo se non inesistente della democrazia, del consenso elettorale e della partecipazione, come te; il tutto in maniera inversamente proporzionale alla falsa immagine di te che intendi accreditare. Cerco di spiegarmi per non utilizzare metodi e sistemi che non mi appartengono e cioè il politichese, l’ipocrisia e la falsità. Ti sei presentato come l’alfiere del cambiamento e del rinnovamento della nostra città, sulla scorta di due presunzioni tutt’altro che dimostrate: una soggettiva e che cioè tu (sic!) abbia le doti, le qualità, le capacità politiche e amministrative per svolgere questo ruolo; ed una oggettiva e cioè che la città “rovinata” dalle amministrazioni presiedute da me, abbia bisogno del tuo cambiamento e rinnovamento. Hai sbagliato in maniera grossolana. Sei un inaffidabile personaggio sulla scena politica ostunese da circa 30 anni. Sei stato assessore all’Urbanistica nella nostra città agli inizi degli anni Novanta, responsabile principale, per ignoranza o incompetenza, di alcuni degli scempi principali del nostro territorio, cui abbiamo dovuto mettere una pezza con difficoltà (direzionale via per Cisternino, zona artigianale via per Carovigno), nonché sostenitore di idee balzane e irrealizzabili, come quelle di sostituire la nuova167 con una fantomatica “Ostuni città d’Arte”, o come quella di fare del territorio di Ostuni un unico parco da San Biagio sino al mare. Hai avuto riscontri politici notevoli nella prima Repubblica, segretario locale e provinciale dei post comunisti, consigliere regionale, conseguendo notevoli risultati anche sul piano giudiziario: in un paio di anni hai avuto più comunicazioni giudiziarie di quelle che ho avuto io in 13 anni.  Hai scelto poi di dedicarti al sociale e all’impegno nazionale  e internazionale per l’Aifo: salvo partecipare precipitosamente ai congressi dei Ds per tentare il rientro con cordate e correnti diverse, a testimoniare una particolare attitudine alla disinvolta piroetta in punta di piedi. Non avendo ottenuto soddisfazione al tuo ego spropositato, hai pensato di approdare ai lidi di Sel, candidandoti alla regione per poter ottenere il sostegno alla candidatura a sindaco. Ma siccome non hai limiti, hai pensato di candidarti al parlamento, e nonostante l’impegno profuso sei riuscito ad ottenere alle primarie un consenso ridicolo, per tutti tranne che per te (anche al netto di eventuali brogli). Hai pensato bene, quindi, con la solita disinvoltura, di transitare armi e bagagli a rivoluzione civile; altro successone. Dimenticavo di ricordarti che nelle elezioni amministrative del 2004 e del 2009, con la inaffidabilità e vigliaccheria politica che ti contraddistingue, hai brigato, organizzato carbonaramente, fomentato e sostenuto tutti i tentativi di divisione del centrosinistra, dimenticando di prendere atto, democraticamente, del risultato elettorale della coalizione vincente, alla quale non hai mai offerto un tuo contributo, né di grandi idee né tantomeno di consensi. Ma il tuo capolavoro è più recente; è la sublimazione di un percorso politico! Non essendo riuscito a raggiungere i tuoi obiettivi con i metodi della politica che a parole dici di combattere, hai pensato di autocandidarti, andando in giro con la famiglia a raccogliere le firme sulla tua candidatura a sindaco, sogno della tua vita, da raggiungere ad ogni costo e a qualunque prezzo, quasi una prescrizione medica, senza alcun rispetto degli altri, ridotti al ruolo di comparse, di servitori o di docili pazienti. Quindi, caro Franco, ti mancano anche i minimi requisiti per svolgere il ruolo che da solo ti sei pomposamente dato. Quanto alle considerazioni politiche e amministrative su di me e sulle amministrazioni da me presiedute, ti invito ad avere maggiore rispetto e soprattutto onestà intellettuale, altrimenti la tua credibilità, già ai minimi termini, rischia di azzerarsi del tutto. Ricordati che nel 2004 e nel 2009 ho vinto al primo turno nonostante quattro agguerriti candidati e che nelle ultime elezioni le sole liste del Psi e di “Tanzarella per Ostuni”, hanno conseguito più voti del Pd e quasi il quadruplo della grande coalizione da te sostenuta. Ti avevo invitato dal primo momento, con lo spirito unitario che ha sempre caratterizzato il mio impegno politico, a ritirare la tua improbabile, velleitaria e autoreferenziale candidatura, per metterti veramente al servizio della città e non di te stesso, attraverso la condivisione di un grande, ampio e duraturo progetto di governance e non di semplice testimonianza; vedo che forse hai compreso questa necessità, non potendo pensare che furbescamente hai deciso di salire sull’autobus vincente per occupare un posto a sedere. Le tue strategie di cospiratore dietro le quinte sono sempre fallite; questa volta un risultato lo conseguirai di certo, di cui potrai menar vanto nel tuo variegato curriculum politico, grazie all’ottusità di qualche personaggio locale, farai dividere il centrosinistra che Lorenzo Cirasino ed io eravamo riusciti ad unire superando le ritrosie di tanti benpensanti, delle intelligenze da salotto, delle seconde e terze linee preoccupate di tornare a un ruolo di comprimari in un grande centrosinistra unito e vincente. Siete sempre gli stessi che remate contro, “vuoti a perdere mentali abbandonati dalla gente”. Accetto e rilancio la tua sfida; sono pronto a qualsiasi confronto con chiunque su tutti gli argomenti che vorrai, per dimostrare a te e a tutti i miscredenti, documenti e dati alla mano, che dici solo strumentali sciocchezze, ignorando che il tuo famigerato sindaco ha la consuetudine di ascoltare e di parlare  a centinaia di persone per ore di quello che è stato fatto e delle prospettive della città. Nell’ultima assemblea alla biblioteca, un po’ più partecipata delle tue grandi adunate e di quelle di altri partiti di destra o di sinistra, ho illustrato anche 15 punti programmatici per la città del futuro. A tale proposito devo dirti con rammarico, che ho incontrato 5 o sei volte se ben ricordo, il candidato tuo e di Giovanni Epifani, (non sembra vero ma è così), Francesco Saponaro, e non ho mai avuto il piacere di ascoltare una idea o un programma su cui convenire o dissentire, atteso che, tra l’altro, a  detta dello stesso Saponaro le sue cinque linee programmatiche le ha consegnate soltanto a Oronzo Martucci,  un giornalista autorevole del Quotidiano, ma non un rappresentante dell’ampia e vasta coalizione che avrebbe dovuto sostenere il candidato. In attesa di conoscere il luogo e le modalità del nostro confronto politico, istituzionale e programmatico, sicuramente meno nobile di quello tra Renzi e Berlusconi, invito te e i tuoi amici a prendere in seria considerazione la candidatura dell’avvocato Nicola Santoro, che ha tutte le caratteristiche necessarie ed indispensabili, di professionalità, competenza, onestà, radicamento sociale e territoriale, senso dell’equilibrio e compostezza, per poter guidare la nostra città in un cammino di crescita civile e democratica, continuando ad essere un esempio virtuoso di sana amministrazione finanziaria, di stabilità politica e di grande capacità di investimento per i prossimi anni, facendosi interprete e difensore dei diritti dei cittadini e rappresentante degli interessi legittimi di un grande blocco sociale, con la finalità di comporre le diversità e ridurre al minimo i conflitti sociali. Per quanto mi riguarda metterò ancora una volta a disposizione di questo progetto la mia intatta passione civile ed il mio entusiasmo per sconfiggere la incultura di governo che caratterizza il centrodestra, nonché il velleitarismo ed il rampantismo ammantato di improbabile rinnovamento che si annida ed alberga purtroppo anche nel centrosinistra. Con la sincerità, la schiettezza e la coerenza di sempre, filo conduttore della mia vita politica, ti saluto caramente.

Domenico.