Olympique Ostuni

Era l’obiettivo stagionale, il più ambito, quello dichiarato. L’Olympique partiva nel blocco delle favorite, ma purtroppo questa Coppa Italia si chiude con un amaro nulla di fatto.

Le battute iniziali arridono ai gialloblu, che con il solito Salamida passano in vantaggio, alimentando la sfera delle illusioni. L’Ostuni abbassa la guardia irrimediabilmente e fa sì che l’Editalia diventi incontenibile. E’ Vivaldo, infatti, poco più tardi, a mettere dentro il gol del pareggio, cui va ad affiancarsi subito dopo, la rete di Calamita, che sancisce il sorpasso dei padroni di casa. Da questo punto in poi, non c’è più partita. L’Editalia attacca senza sosta, annientando allo stesso tempo le possibilità di contrattacco da parte di Fiorentino e compagni. La compagine barlettana dilaga arrivando a fare 4-1 con le rete di Acocella prima e di Vivaldo poi.

L’Olympique avrebbe la possibilità di accorciare le distanze mandando Ferri al tiro libero, ma il 10 ostunese non riesce a eludere la buona guardia dell’estremo difensore biancorosso e si fa neutralizzare la conclusione. Il rientro in campo segue le stesse mortifere note della prima frazione; Calamita trova la doppietta a due minuti dal fischio d’inizio e costringe Basile a ricorrere al portiere di movimento.

Questa mossa garantisce ai gialloblu alcuni minuti di superiorità numerica in fase di attacco e fa sì che trovino la rete che riapre apparentemente i giochi con Fiorentino. Tuttavia, la sentenza finale per l’Olympique parla portoghese, dal momento che prima Faria e poi Silva realizzano le reti che portano il risultato sul 7-2. Una punizione di Schiavone porta la terza rete ai gialloblu, grazie soprattutto ad una fortunosa deviazione. Risultato finale: 7-3. Partita maledetta, fatta di troppi errori inaccettabili degli uomini di Basile e di una preparazione apportata dall’Editalia veramente esemplare che porta meritatamente i barlettani alle semifiniali di Coppa Italia con tutti i favori del pronostico.

Con una nota il Presidente:”un calo fisiologico che ha portato inevitabilmente la squadra ad avere poca lucidità e a compromettere il torneo. E’ quasi una maledizione. Di fatto, rimane la fiducia sul lavoro fatto sin ora dalla squadra dal mister, staff e dirigenza tutta”

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