Continua la crisi societaria dell’Ostuni Calcio. I giocatori: ‘Senza garanzie non giochiamo’. Il dimissionario Santomanco: ‘Siamo pronti anche a cedere la squadra a costo zero’.

Calcio Ostuni Castellaneta4
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Ostuni Calcio continuano i problemi di gestione della squadra. I giocatori: ‘Ci era stato promesso il pagamento di alcune mensilità per la metà del mese di marzo, ma non ci sono stati segnali di alcun genere’. Il sindaco di Ostuni: ‘Il comune oltre la sua quota di gestione non può assolvere’.

Continua la crisi societaria dell’ Ostuni impegnato nel campionato di eccellenza. Tante le criticità. Su tutte bollette dell’ energia elettrica scadute per oltre 8 mila euro, altro prelievo coatto di 600 euro, da onorare domenica prossima prima e la manutenzione del manto erboso. La squadra si allena ma per domenica la decisione potrebbe essere di quelle clamorose: “Senza garanzie non giochiamo”. Ai disagi attuali vanno aggiunte le spettanze arretrate relative ai rimborsi che i calciatori devono ancora ricevere. “Ci era stato promesso il pagamento di alcune mensilità per la metà del mese di marzo, ma non ci sono stati segnali di alcun genere. In queste condizioni è difficile pensare che domenica – dichiarano i calciatori – si possa giocare”. L’altro fronte caldo riguarda le dimissioni dei due massimi dirigenti, il presidente Salvatore Greco ed il direttore generale Lillo Santomanco: “Vogliamo che le dimissioni siano formalizzate nelle sedi opportune e possano essere ufficiali – chiedono i giocatori – e non solo attraverso comunicati. Ciò che è successo domenica– continuano i calciatori dell’ Ostuni – poi, non va assolutamente strumentalizzato perché rischiavamo di avere la partita persa a tavolino, a cui aggiungere un’ ulteriore multa di 2 mila euro, un punto di penalizzazione e la possibilità che i quattro squalificati non potessero scontare il turno di stop del giudice sportivo. La nostra richiesta prima della gara contro il Molfetta è partita esclusivamente perché ci siamo trovati in una situazione di estrema urgenza. Non abbiamo né finanziatori né qualcuno che ci ha fatto delle promesse per andare avanti. E soprattutto non siamo in autogestione: siamo stanchi di andare in giro a cercare soldi. L’appello è rivolto a tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della società, politici ed imprenditori”. Intanto il direttore generale dimissionario Lillo Santomanco risponde ai propri tesserati: “Siamo pronti anche a cedere la squadra a costo zero, ed ad incontrare chiunque abbia un progetto serio. Tutti sanno che sono venute meno diverse promesse fatte nei nostri confronti da parte di alcuni sponsor. Se qualcuno domenica non vuole giocare sono pronto a far scendere in campo la juniores”. Il sindaco Gianfranco Coppola esclude interventi diretti dell’amministrazione: “Il comune oltre la sua quota di gestione non può assolvere. Il contributo va per le infrastrutture, non per mantenere le squadre di qualsiasi sport. Un campionato del genere, per il calcio, costa davvero tanti soldi. Ed è impossibile senza grandi sponsor poter continuare a disputare tornei così importanti”.

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