Case popolari, 69 avvisi di garanzia notificati ai “furbetti” per truffa relativa ai canoni di locazione

Sessantanove gli avvisi di garanzia notificati. 400 mila euro di danno alle casse dell’ ex Iacp; 680 gli alloggi controllati sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Sei i comuni interessati nell’inchiesta.

guardia finanza
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Sessantanove gli avvisi di garanzia notificati. 400 mila euro di danno alle casse dell’ ex Iacp; 680 gli alloggi controllati sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Sei i comuni interessati nell’inchiesta. Sono questi alcuni dei dati dell’attività d’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza di Ostuni, in merito ad una presunta truffa relativa ai canoni di locazione degli alloggi popolari.

I “furbetti” in questo caso- secondo l’accusa- sarebbero gli inquilini, in particolare 69 assegnatari di case, che presentando dichiarazioni dei redditi false riuscivano ad ottenere vantaggi economici, a danno dell’ente, sul canone mensile. C’era  chi si professava nullatenente, chi invece dichiarava il 90%in meno rispetto a quanto realmente posseduto. L’inchiesta degli inquirenti avviata tra il 2014 ed il 2015, incrociando i dati fornite dalle banche dati delle amministrazioni e di altri canali, però, ha permesso di far emergere non poche irregolarità: di qui, poi gli avvisi di garanzia, con 69 persone che risultano essere indagate per truffa aggravata nei confronti dell’istituto Arca Nord Salento e falso ideologico.

«Occorre cambiare la mentalità delle persone: non si può continuare ad approfittare di situazione del genere per produrre dichiarazioni mendaci, soprattutto perché parliamo di canoni sociali che a livello d’impatto economico del singolo nucleo familiare non incidono in maniera importante». E’ questo il primo commento a caldo di Vittorio Serinelli, direttore generale dell’ex Iacp, che ha rimarcato il lavoro svolto dalla guardia di finanza di Ostuni, su delega della procura di Brindisi. Rette mensili intorno di pochi euro, che gli indagati, avrebbero raggirato presentando, tramite autocertificazioni, dichiarazioni dei redditi non corrispondenti alla realtà. «Da diversi mesi l’agenzia attraverso una sua attività sta cercando di far capire alla sua utenza che è in atto un sistema di controllo costante per far emergere queste irregolarità, anche per tutelare le fasce più deboli. Tutto questo- specifica  Serinelli- avviene attraverso un’attenta e puntuale verifica della gestione degli alloggi popolari, in parallelo con il lavoro della guardia di Finanza».

Il direttore generale dell’ Iacp spiega quali sono stati i primi passi dell’accertamento avviato oltre tre anni fa tramite incrocio dei dati. «E’ nato dalla necessità di svolgere sul territorio un’attività di controllo per quanto riguarda l’erogazione di servizi sociali: tra questi è rientrata anche l’assegnazione di alloggi, con un canone che prevede delle agevolazioni. Abbiamo lavorato valutando 680 casi che riguardano sei comuni della provincia di Brindisi, tra cui Ostuni. Un 10 % circa è risultato irregolare per quanto riguarda i controlli biennali che facciamo».

Procedura che dal punto di vista normativo, viene effettuata con l’autocertificazione presentata dagli affittuari, dove va specificata la composizione del nucleo familiare ed il reddito percepito da ogni componente. Queste serve per determinare il canone mensile per chi è beneficiario dell’alloggio popolare. Dopo l’inchiesta da parte della finanza, lo stesso istituto dell’ Arca Nord Salento ha già provveduto ad adeguare il canone a coloro i quali avevano prodotto dichiarazioni mendaci, determinando anche la differenza che ognuno di loro doveva versare nelle casse dell’agenzia, ed invitato gli utenti morosi, a regolarizzare la propria posizione economica. Più di qualcuno ha già scelto la via della rateizzazione. In parallelo, però, l’inchiesta delle fiamme gialle della Città ha prodotto gli avvisi di garanzia per truffa e falso ideologico

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia

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