«Troppe promesse fatte, poche le realizzazioni. Ora serve responsabilità da parte di tutti davanti ad un clima di malcontento e sfiducia di tante persone».

E’ questo l’appello che la Chiesa, ed in particolare il Consiglio Pastorale Vicariale di Ostuni, rivolge a tutti i rappresentanti politici della Città Bianca, in vista delle amministrative del 26 maggio, ma anche per le elezioni Europee.

Non mancano, anche, critiche per l’ultima fase politica vissuta a livello locale. Nella lettera sottoscritta dall’assemblea, formata da sacerdoti e delegati delle parrocchie ostunesi, infatti, vengono elencate alcune testimonianze di disagio del vivere quotidiano cittadino, emerse durante gli incontri interni del consiglio pastorale, e le istanze di bisogno raccolte di chi vive a stretto contatto con le diverse realtà della comunità locale: giovani, anziani, famiglie in difficoltà economiche.

«Non abbiamo la pretesa di avere soluzioni tecniche migliori di altre da offrire: ci sentiamo e siamo parte dello sforzo comune che il Forum e le associazioni stanno facendo per elaborare proposte fattibili come contributo per la realizzazione di una città a misure di tutti. Sgombriamo il campo da una preoccupazione: non abbiamo interessi di parte o vantaggi futuri da pretendere».

Il consiglio vicariale della Città bianca, poi non si sottrae ad analizzare quanto avvenuto, dal punto di vista politico, nel recente passato amministrativo ad Ostuni, sottolineando diversi aspetti. «Oltre al bene realizzato c’è da registrare: la distanza tra le promesse fatte (tante e talune belle) e le realizzazioni (poche); la vita anomala di un’amministrazione che si è mantenuta in piedi sempre in maniera precaria grazie ad appoggi provvisori di consiglieri convertiti dell’ultima ora; una mancanza di chiarezza permanente –si legge ancora nella lettera- su aspetti essenziali del vivere civile quali la poca cura del territorio, la scarsa vivibilità dei quartieri, in particolare della “Terra”, l’esperienza di un turismo selvaggio, l’aumento della povertà materiale di tanti, l’insicurezza ormai cronica del diritto alla salute». Poi l’invito ai leader delle coalizioni che si contenderanno il governo della città nelle amministrative del 26 maggio. «Possiamo chiedere e pretendere la trasparenza non solo dei futuri atti amministrativi, ma anche in questo periodo.

I candidati a sindaco – invitano dal Consiglio Pastorale Vicariale- rifiutino di farsi sostenere dal carrozzone di tante liste insignificanti che hanno il solo scopo di raccattare voti nell’immediato e che successivamente diventano occasioni di ricatti sul piano amministrativo della cosa pubblica». Poi l’idea sul futuro, espressa dall’assemblea ecclesiale. «Uno sviluppo armonico della città non può prescindere dal sostegno a tutti i settori economici (agricoltura, industria e artigianato) poiché è riduttivo e utopico sperare di vivere di solo turismo.

Oltre ad iniziative culturali e ludiche è necessario conservare e promuovere il tessuto umano e religioso delle tradizioni del territorio. Infine – chiudono sacerdoti e delegati- occorre vigilare perché ogni lavoro sia fonte di dignità: non si possono sottoporre i giovani durante il periodo estivo a turni di lavoro disumani con retribuzioni indecenti e senza coperture assicurative».

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