Amministrative 2019: il sindaco Coppola torna sulle ultime dichiarazioni per chiarire la sua posizione in merito all’individuazione di un candidato unico per il centrodestra.

In relazione alle sue ultime dichiarazioni, il sindaco Gianfranco Coppola torna a ribadire l’importanza di individuare un candidato unico e credibile, sul cui nome auspica possano convergere tutte le realtà politiche interne alla coalizione di centrodestra. Lungi dal voler essere offensivo nei confronti di Donato Marangi, coordinatore cittadino della Lega, Coppola si scusa personalmente e spiega quale fosse il tenore delle sue affermazioni.

«Mi assumo piena responsabilità sull’errata interpretazione delle ultime dichiarazioni rilasciate – afferma il sindaco Coppola – da cui è scaturito l’ennesimo dibattito in merito all’intenzione di candidarmi alle prossime elezioni amministrative per svolgere un nuovo mandato. Chiedo scusa a Marangi per averlo definito uno pseudo coordinatore: credevo fosse il responsabile locale di un movimento diverso dalla Lega, ovvero “Noi con Salvini”.

Inoltre il mio intento era quello di rilanciare il dibattito a livello provinciale e regionale, nonché nazionale; non certo quello di screditare il suo ruolo, né tantomeno la sua persona. Sarei lieto infatti di confrontarmi direttamente con l’onorevole della Lega Anna Rita Tateo, per affrontare assieme le problematiche politico-amministrative che coinvolgono il territorio ostunese e per condividere le nostre opinioni su come il centrodestra stia gestendo l’attuale situazione. Credo di continuare ad appartenere alla stessa area politica, dato che mi sostiene una maggioranza composta da diversi partiti e liste civiche, i cui rappresentanti sono peraltro liberi di mandare a casa il sottoscritto e interrompere il lavoro di questa amministrazione.

Ma se tra coloro che si dimostrano refrattari alla mia ricandidatura – continua Coppola – c’è qualcuno che immagina di spingermi alle dimissioni per assumermi responsabilità che ritengo di non avere, può stare certo che non lo farò. Aspetto ancora di sapere quali sono gli orientamenti del coordinamento provinciale dei maggiori partiti del centrodestra, che si dicono pronti ad ascoltare la cittadinanza per decidere la linea strategica da attuare in vista delle prossime consultazioni amministrative. E mi piacerebbe capire anche con quali metodi andranno ad assolvere a questo compito. L’attuale coordinatore regionale di Forza Italia, l’onorevole Mauro D’Attis, non ha mai respinto l’ipotesi di una mia candidatura, mentre il coordinatore provinciale Antonio Andrisano, in linea con l’ex coordinatore regionale Gino Vitali, dice che non è auspicabile ripetere l’esperimento che mi ha visto a capo della coalizione di centrodestra alle scorse elezioni.

A fare da contraltare a queste dichiarazioni, l’elencazione estemporanea di nomi più o meno attendibili da contrapporre al mio, come da ultimo quello di Luigi Barletta, che considero, ripeto, un ottimo professionista. Ci tengo a dire che non boccio nessuno, non mi sono mai sentito un professore e non credo siano maturi i tempi per esprimere un giudizio di merito nei confronti dei vari ipotetici candidati.

In questo momento, piuttosto che perdersi in chiacchiere e agevolare la corsa degli avversari politici, credo sia più opportuno concentrarsi su questioni concrete, rimandando la discussione a quando si avrà maggiore contezza delle proprie intenzioni. Non credo di essere io la causa di queste fibrillazioni interne al centrodestra, che mi sembrano più che altro il risultato di manipolazioni strumentali attivate da qualche doppiogiochista. Credo invece – conclude Coppola – sia attribuibile a me e a chi ha appoggiato la mia elezione a sindaco cinque anni fa, il merito di aver portato il centrodestra al governo dopo 25 anni di egemonia del centrosinistra. Detto questo, non resto ancorato alla poltrona e mi assumo le responsabilità delle mie azioni: sono stato incaricato dai miei concittadini e devo onorare la loro scelta soprattutto adesso, un momento in cui trovano dirittura d’arrivo diversi progetti amministrativi».

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