«Non sono d’accordo per l’abolizione della tassa di soggiorno. Allo stesso tempo, però, sono pronto ad aprire un tavolo di confronto con Federalberghi per ottimizzare queste entrate per il comune».

Così Vittorio Carparelli, assessore al turismo del comune di Ostuni, risponde alla richiesta giunta dall’associazione di categoria brindisina, che sabato nel corso di un incontro, aveva chiesto ai tre centri della provincia di Brindisi, oltre Ostuni, anche Fasano e Carovigno, che hanno imposto il tributo di rinunciare al pagamento della tassa di soggiorno.

«Proprio ieri sono stato all’incontro a Bari, durante la visita del ministro del turismo Gian Marco Centinaio: da parte mia condivido l’impostazione che si vuole dare a livello nazionale- spiega Carparelli- ed in particolare, adeguare questo tributo ai servizi». L’attuale tassa di soggiorno in Ostuni è entrata in vigore il 1° luglio del 2012. L’imposta si applica fino ad un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nelle strutture ricettive. La misura del tributo è graduata e commisurata alla tipologia delle strutture.

Al momento nel comune di Ostuni esistono tre fasce di prezzo giornaliere a persona: 2,00 euro per chi soggiorna in hotel e villaggi 4 e 5 stelle; 1,5 euro per strutture e residenze turistiche 3 stelle; 1 euro per b&b, alberghi a 2 stelle, campeggi, affittacamere. L’imposta si riduce del 50% per il periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre e non si applica nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Sono previste esenzioni per minori con età inferiore a 12 anni, portatori di handicap non autosufficienti e per coloro i quali effettuano terapie riabilitative. L’incasso medio negli ultimi cinque anni è di circa 250mila euro nella Città bianca.

«Occorre investire in servizi. Così come viene chiesto il pagamento del tributo al turista, ritengo sia giusto, che possano essere offerte delle agevolazioni, anche ipotizzando alcuni sconti. Per quanto riguarda il nostro territorio -spiega Carparelli- si potrebbe immaginare per il ticket d’ingresso nel nostro museo in particolari mesi, anche per allungare la stagione turistica. La possibilità di offrire agevolazioni va anche nella direzione di poter “premiare” chi sceglie strutture certificate e che regolarmente riversano la tassa di soggiorno, andando a contrastare così il sommerso delle case vacanze irregolari».

Di qui l’appello dell’assessore ad aprire un confronto con le associazioni di categoria. «Da parte mia c’è un’apertura massima a Federalberghi ed a tutti gli operatori di Ostuni per trovare la giusta sintesi in merito a quale deve essere l’utilizzo della tassa di soggiorno». A stoppare le richieste dell’associazione presieduta da Piergangelo Argentieri nelle scorse ore era intervenuto anche l’assessore al turismo del comune di Fasano Leo De Leonardis .

«Non sono assolutamente d’accordo con Federalberghi sulla proposta di abolizione della tassa di soggiorno. È giusto che i turisti contribuiscano con quella tassa di scopo a consentire ai comuni di migliorare l’offerta. Sono disponibile a sedermi intorno a un tavolo, e non solo con gli operatori turistici, per creare una consulta nella quale si discutano i problemi e si cerchino le soluzioni. Il mio obiettivo è lavorare in sinergia: tutti insieme possiamo contribuire a individuare e programmare la risoluzione dei problemi per rendere la nostra città sempre più attrattiva».

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