Abbandono Rifiuti Ostuni 1
Abbandono Rifiuti Ostuni 1

Il Partito democratico dice la sua sul Sindaco Coppola e la sua giunta riguardo l’aumentano la Tari.

Siamo costretti a ritornare sulla vicenda legata alla proroga del servizio di igiene urbana dichiarata nulla dal Tar Puglia, sezione Lecce, per puntualizzare alcuni aspetti della vicenda e provare a ristabilire la verità dei fatti a fronte delle farneticanti dichiarazioni di alcuni presunti politici oltre che dell’evidente tentativo di mistificare la realtà messo in atto dal Sindaco Coppola e dall’Assessore all’ambiente Luigi Nacci.

Ci saremmo aspettati un mea culpa, un’ammissione di responsabilità dinanzi ai cittadini, ed invece abbiamo assistito ad una vera e propria arrampicata sugli specchi.
Di fatto, nel pieno della stagione estiva, nel nostro Comune non sappiamo a quale titolo e soprattutto a che prezzo l’Ati Gial Plast – Bianco continui a svolgere il servizio di raccolta rifiuti nonostante il contratto sia scaduto lo scorso 15 maggio.

Questa situazione di incertezza amministrativa oltre che economica, fatto di assoluta gravità, è il frutto dell’inerzia e del pressapochismo di questa amministrazione e del Sindaco, troppo impegnato a fare l’equilibrista con la sua maggioranza e troppo poco attento alla risoluzione delle questioni amministrative.

Ci sono due dati assolutamente incontrovertibili e che evidenziano in maniera inequivocabile la responsabilità della Giunta in carica. Il primo è relativo al fatto che il contratto di igiene urbana sarebbe scaduto il 15 maggio 2018 ed il secondo è che almeno a far data dal 24 novembre 2017 l’Amministrazione comunale e l’assessore all’ambiente erano a conoscenza del fatto che l’Aro non sarebbe riuscita ad esperire la gara e che quindi ogni Comune dell’ambito avrebbe dovuto procedere a gare ponte nelle more della definizione del progetto dell’Aro.

A ciò si aggiunga il divieto imposto dalla legge per cui l’unica strada percorribile per garantire il servizio di raccolta dei rifiuti era indire una procedura ad evidenza pubblica con espressa esclusione della proroga.
Se l’Amministrazione avesse valutato questi tre elementi, e magari avesse prestato attenzione all’interrogazione consiliare presentata nel dicembre del 2017 dal nostro gruppo consiliare, ovvero ai comunicati stampa di gennaio 2018 o al dibattito in consiglio comunale del marzo 2018, si sarebbe potuta adoperare con maggiore solerzia nell’indizione della procedura di gara ed oggi non ci troveremmo in questa incresciosa situazione.

Ed invece, nonostante i nostri appelli a far presto, si è verificato esattamente quello che con la nostra attività di opposizione abbiamo provato in ogni maniera a scongiurare.
Il comune di Ostuni non ha esperito la procedura ad evidenza pubblica, l’atto di proroga del servizio di raccolta dei rifiuti è stato dichiarato nullo e la ditta attualmente incaricata “informalmente” ha già fatto sapere di essere disposta a garantire il servizio ma soltanto se vengano ridiscusse, ovviamente al rialzo, le condizioni economiche.

In sostanza, salvo che il Sindaco Coppola non voglia che la città sia sommersa dai sacchetti dei rifiuti nel mese di agosto, il Comune sarà costretto ad accettare le condizioni economiche imposte dalla società che gestisce il servizio.
L’aumento dei costi porterà, inevitabilmente, ma anche questo lo avevamo annunciato senza ricevere alcuna considerazione dall’Amministrazione, all’aumento delle aliquote tari e, quindi, a chiedere un ulteriore sacrificio ai nostri concittadini.

A fronte di questo vero e proprio disastro amministrativo e politico, anziché assistere ad una ammissione di responsabilità, il Sindaco, come di consueto, riversa la responsabilità nel passato mentre l’assessore tira in ballo presunti contenziosi (più annunciati che instaurati) tra la ditta ed il Comune di Ostuni per circa 7 milioni di euro che nulla hanno a che vedere con la vicenda che è esclusivamente il frutto della mancata iniziativa da parte di questa amministrazione.

Cogliamo l’occasione, infine, per evidenziare un altro aspetto non di secondaria importanza ma che in ogni caso non riteniamo connesso alla vicenda di cui si discute.
Il contratto di appalto viene stipulato tra il Comune e la Ditta che gestisce il servizio di igiene urbana proprio per stabilire gli obblighi delle parti. Quando vi sono delle difformità tra le previsioni contrattuali ed il servizio prestato, l’appaltante, ovvero il Comune, ha l’obbligo di muovere le contestazioni del caso e di comminare tutte le sanzioni contrattualmente previste.

Ogni condotta contraria è assolutamente da ritenersi illegittima sia sotto il profilo erariale che quello penale.
Spiace constatare che questi elementari concetti di diritto, non facciano parte del patrimonio di chi, pur avendo ricoperto ruoli amministrativi in passato, rilascia farneticanti dichiarazioni affermando che i rapporti tra il Comune e la ditta, in un appalto da 7 milioni di euro l’anno, dovrebbero essere governati cercando un equilibrio ed uno pseudo compromesso, ignorando totalmente che i contratti vengono sottoscritti per essere rispettati e per individuare gli obblighi che devono rispettare le parti contraenti.

Dispiace, sinceramente, che a questo tipo di argomentazioni pare accodarsi anche il sindaco Coppola.

Dal canto nostro continuiamo a rivendicare gli ottimi risultati raggiunti nel settore dell’ambiente negli anni in cui era assessore l’ing. Gaetano Nacci che hanno consentito, al contrario di quanto avverrà nei prossimi giorni, di abbassare la tari ed aumentare la percentuale di raccolta differenziata.

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