Luigi Nacci
Luigi Nacci

Igiene Urbana, l’ATI Gial Plast/Bianco Igiene continuerà a svolgere il suo lavoro nonostante l’accoglimento del ricorso presso il TAR di Lecce, che annulla l’estensione temporale dell’appalto secondo le modalità di proroga del quinto d’obbligo.

All’indomani dell’accoglimento da parte del TAR di Lecce del ricorso presentato dall’ATI Gial Plast/Bianco Igiene, società appaltatrice del servizio di Igiene Urbana, contro la disposizione del Comune di Ostuni che prorogava di un anno il contratto scaduto lo scorso 15 maggio, adottando le modalità del quinto d’obbligo, parla l’assessore all’Ecologia e all’Ambiente Luigi Nacci. Nonostante sia stata di fatto annullata la misura varata dall’amministrazione prima della scadenza naturale del contratto, dai vertici dell’ATI giunge immediata la rassicurazione in merito alla regolare fornitura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

«Ci sembra che il TAR non abbia tenuto in considerazione i tempi lunghi che ormai comporta completare una gara pubblica – ha dichiarato l’assessore Nacci – specie se di rilevante valore. Per far fronte a quest’anomalia, su cui sarebbe opportuna la riflessione del Governo centrale, abbiamo ritenuto appropriato utilizzare uno strumento che, pur con qualche sforzo interpretativo, avrebbe consentito la prosecuzione del rapporto, nelle more della conclusione della gara ponte. Sono in corso valutazioni rispetto alle disposizioni future, da stabilire all’unico scopo di garantire l’interesse pubblico e, nel frattempo, stiamo anche valutando la possibilità di ricorrere all’appello. Come assicurato dall’ATI, non si verificherà nessun disservizio, così come non verranno apportate variazioni né al piano operativo concordato, né alle condizioni contrattuali che verranno messe a punto nelle prossime ore.

L’azione intrapresa dagli uffici comunali con l’avvallo del mio assessorato e di tutta l’amministrazione, è incentrata sull’obiettivo di consentire all’ATI il prosieguo del servizio, nelle more dell’espletamento della gara ponte, bandita da un’unica stazione appaltante della Provincia di Brindisi. L’affidatario che verrà individuato all’esito di questo processo sottoscriverà un contratto che prevede pari patti e condizioni, al solo fine di salvaguardare al massimo gli interessi pubblici e le tasche dei cittadini. Ora, con la sentenza del TAR si stabilisce il principio che la prosecuzione del contratto debba avvenire attraverso la pattuizione degli importi da riconoscere all’ATI, si presume che i costi per l’espletazione del servizio saranno maggiorati rispetto a quanto stabilito in sede di affidamento nel 2012.

Preme precisare che L’ATI, a seguito delle decurtazioni avviate dalla precedente giunta ed effettuate nel 2017 e 2018 per un importo di circa 1 milione di euro – sottolinea Nacci facendo riferimento al “vantato tesoretto” – ha avviato un aspro contenzioso legale, e non solo, contro il Comune di Ostuni con richieste risarcitorie per circa 7 milioni di euro. Le sentenze che ne conseguiranno stabiliranno se le decurtazioni applicate all’ATI saranno state legittime o meno. Io posso solo affermare, senza timore di smentita che sto lavorando di intesa con gli uffici comunali al fine di gestire questa pesante eredità, nella consapevolezza che stiamo tentando tutte le strade per evitare o limitare danni erariali».

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