Porto di Villanova: il consiglio comunale conferma le divisioni tra maggioranza e opposizione.

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Il centrodestra della Città bianca sposa il progetto dell’imprenditore Rocco Cavallo, unico rimasto in gara. Il centrosinistra di Ostuni, invece, conferma le perplessità sull’operato della Regione, in riferimento alla riapertura dei termini dopo 9 anni, e chiede la possibilità di riaprire il bando per valutare altri progetti. Un ‘assise convocata alla vigilia del conferenza di servizi, in programma a Bari il 16 luglio prossimo, dove tutti gli enti coinvolti nel procedimento faranno le proprie valutazioni in merito all’intervento, privato, in questo caso dell’ Ati “Cr Costruzioni srl Fraver srl”.

I tecnici delle due imprese, durante l’ultimo consiglio hanno illustrato alcune prerogative alla base dell’idea progettuale che si vorrebbe realizzare nell’area portuale di Villanova. Ma il confronto tra le forze politiche ha interessato soprattutto l’iter che ha portato la Regione, negli ultimi mesi ha riaprire i termini di un bando, datato 2009. Respinto l’ordine del giorno dell’opposizione che chiedeva all’amministrazione comunale di invocare in Regione una ripublicizzazione del bando per aprire ad altri possibili concorrenti.

«Abbiamo obbligo di realizzare una infrastruttura funzionale ed efficace. Al momento c’è la certezza- spiega l’assessore con delega al porto Luigi Nacci- che le forme di finanziamento pubblico non danno nessun tipo di garanzia, per soldi immediati. Riteniamo, intanto, che la concessione al privato sia una soluzione da perseguire a patto che vengano rispettati criteri di carattere urbanistico ed edilizio».

A ribadire il si al progetto privato anche il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola, contrario alla riapertura del bando. «Sono state percorse tutte le strade possibili per giungere alla conclusione che non c’è tempo da perdere, bisogna agire. Sono anni che della ristrutturazione del porto si parla e basta. Un aspetto positivo –sottolinea Coppola-è rappresentato dagli operatori portuali che si sono consorziati e hanno preso parte a tutti i tavoli tecnici che si sono tenuti sinora. Sono state rivolte a questa amministrazione istanze pienamente condivise, su tutte quella di non farci sfuggire l’opportunità, rimasta ormai l’unica, di proporre il finanziamento di un progetto concreto».

Dall’opposizione sono stati il capogruppo del Pd Angelo Pomes e l’ex sindaco Domenico Tanzarella a contestare il procedimento della Regione e l’atteggiamento del comune di Ostuni, in questa fase di chiusura all’investimento pubblico. «L’attuale amministrazione quando era in minoranza ha sempre criticato l’iniziativa privata per la gestione e riqualificazione del porto. Non capiamo- attacca Pomes- inoltre l’atteggiamento della Regione che si esprime con tanta solerzia davanti ad una procedura ormai obsoleta, ma da 12 anni non porta avanti l’iter per il piano regolatore dello stesso porto. Noi ad oggi non sappiamo se la proposta dell’Ati illustrata nel consiglio comunale di mercoledì sia la migliore per l’interesse della nostra collettività».

Anche l’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella chiarisce alcuni aspetti. «Dire che non si è fatto niente né per il pubblico né per il privato nei decenni passati è proprio la negazione di quello che è avvenuto. Il bando del 2009 risale alla mia amministrazione, e poi recepita dalla regione, e così sono arrivate le richieste. La nostra finalità era come la vostra: dare una risposta ad un problema che esiste nella città di Ostuni. Confermo però le riserve sulla procedura, nei tempi, della regione. A cui si aggiunge una serie di deficit di atti, che secondo noi sono indispensabili, come Via e Vas».

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