Giuseppe Tanzarella
Giuseppe Tanzarella

Porto di Villanova: Giuseppe Tanzarella chiede un consiglio comunale monotematico immediato

In vista della prima seduta della conferenza di servizi indetta dalla Regione Puglia per valutare il progetto di riqualificazione e gestione del Porto turistico di Ostuni, lo scorso 15 maggio, l’amministrazione Comunale ha, correttamente, anche su sollecitazione della V Commissione Consiliare presieduta dal sottoscritto, formalizzato una richiesta di rinvio onde permettere di sottoporre il progetto al preventivo esame del Consiglio Comunale e di avere, altresì, contezza dei pareri che tutti gli altri Enti invitati avrebbero in quella sede espresso.

L’estrema rilevanza dell’intervento proposto per lo sviluppo turistico ed infrastrutturale della nostra città deve, in egual misura, infatti, rappresentare uno stimolo per la sua celere finalizzazione, ma senza tralasciare profili altrettanto importanti quali la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa, caratteristiche presupposto di opere pubbliche che, una volta ultimate, possano realmente apprezzarsi come efficienti e funzionali.

Purtroppo, il procedimento azionato dalla Regione Puglia per la concessione demaniale quasi dieci anni fa, nel lontano 2009, ai sensi del DPR 509/97, mostra odiernamente numerose incongruenze, che la V Commissione Consiliare non ha mancato di rilevare negli assegnati termini di partecipazione procedimentale, e sulle quali, purtroppo, la Regione ha superficialmente glissato.

In poche parole, senza pretesa di esaustività, necessitando la vicenda di molto più spazio rispetto a quello disponibile in questo articolo, in origine, il procedimento avviato vedeva diversi soggetti imprenditoriali giocarsi una chance di aggiudicazione della concessione demaniale sulla scorta di una valutazione concorrenziale, quest’ultima, come si può immaginare, garanzia di ottenimento della migliore tra le diverse soluzioni progettuali in gioco.

Nel corso del trascorso decennio, però, il procedimento ha visto, da un lato, la stessa Regione Puglia interromperlo e rallentarlo più volte, ingiustificatamente, e sulla scorta della pendenza di ricorsi giurisdizionali manifestamente infondati, come dimostrato, peraltro, dall’assenza di qualsiasi pronuncia di accoglimento, e, dall’altro, in contemporanea, il venir meno di tutti i soggetti interessati alla concessione demaniale, ad eccezione dell’ATI CR Costruzioni srl- FRAVER srl, attualmente rimasta la sola in lizza per un’aggiudicazione che, a quanto pare, appare oggi indisturbata.

Emerge palese, pertanto, l’estrema contraddittorietà dell’azione della Regione, la quale ha, prima, ritardato inopinatamente la conclusione del procedimento, il quale avrebbe, probabilmente, meritato un’archiviazione per la carenza documentale riscontrata dagli stessi uffici regionali nel corso del suo iter, salvo oggi, a distanza di dieci anni, riavviare la procedura senza la benchè minima pubblicità e senza dare la possibilità che un minimo confronto concorrenziale potesse essere garantito.

Questa non deve intendersi come una doglianza di principio, in quanto gli aspetti tecnico-progettuali esaminati in Conferenza dei Servizi ed esaminati in Commissione, i quali richiedono chiarimenti e specificazioni, sono molteplici, motivo per cui si ritiene indispensabile celebrare un Consiglio Comunale che dia luce ad un confronto tra i progettisti dell’impresa aspirante aggiudicataria e la struttura tecnica comunale, così da sopire i dubbi sorti all’esito della lettura del progetto.

Non possono tralasciarsi, inoltre, i pareri negativi che in sede di conferenza sono stati rilasciati dagli uffici preposti alla tutela paesaggistica ed ambientale, come la Soprintendenza e lo stesso dipartimento regionale preposto alla tutela paesaggistica, i quali hanno fermamente espresso la propria contrarietà a quel tipo di progetto attraverso un giudizio del seguente tenore; “ ..il progetto risulta privo di quei supporti utili per la valutazione della proposta in esame… Il progetto non prevede una verifica dell compatibilità con il piano paesaggistico e urbanistico non adeguato al PPTR.

Lo stesso progetto non prevede neppure una valutazione preliminare dei prevedibili effetti della realizzazione delle opere sulle componenti ambientali e paesaggistiche, le misure di compensazione e criteri tecnici per il rispetto delle norme di tutela culturale, paesaggistica ed ambientale.”

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