In una nota il commissario cittadino di Forza Italia, Giovanni Fedele, parla del futuro del nosocomio della Città Bianca

Appare davvero singolare il silenzio del Sindaco, dell’Amministrazione Comunale e dei partiti e movimenti che compongono questa nuova maggioranza variopinta, sulla vicenda dell’Ospedale di Ostuni ed in generale delle condizioni in cui versa la Sanità nel nostro territorio.

Giovanni FedeleVorrei segnalare che dopo la parziale bocciatura del Piano di Riordino Ospedaliero pugliese ad opera del Ministero della Salute, sono in corso a più livelli, riunioni per limare tale piano come testimoniato da ultimo, dalla nomina del neo Segretario Regionale del Pd e Consigliere Regionale Lacarra nella Commissione Ministero-Regione per la valutazione del piano. Da ultimo, ufficialmente la settimana scorsa, il Presidente della Regione, che è anche Assessore regionale alla Sanità, ha incontrato i Sindacati della Sanità oltre che i consiglieri regionali ed i partiti che compongono la sua maggioranza per trovare un equilibrio politico –clientelare lontano anni luce dai bisogni e dalle istanze dei pazienti, dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario. Pertanto appare davvero lunare il silenzio che accompagna il dibattito politico –amministrativo nella nostra città con un Sindaco che si limita a scrivere letterine a Babbo Natale senza atti consequenziali e con la convocazione di consigli comunali monotematici utili solo da un lato, a tentare di propagandare il senso della propria esistenza politica e dall’altro, a coprire le gravissime responsabilità politiche del PD che ha avuto tra le proprio fila dal 2010 al 2015, un Consigliere Regionale che non ha fatto nulla per la questa città. Alla luce di questa situazione è necessario Istituzionalizzare un Comitato che affianchi il Sindaco nel battere i pugni sul tavolo e nel chiedere e pretendere garanzie dal Presidente- Assessore Emiliano e dal Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia dott. Gorgoni, che percependo più di 10.000 euro mensili derivanti dalle tasse che paghiamo noi pugliesi, dovrebbe quanto meno ascoltare i bisogni dei pazienti, dei medici, degli Infermieri e di tutto il personale sanitario che è costretto a  lavorare in condizioni proibitive.

Questa città rifiuta con sdegno il declassamento del proprio Nosocomio per una serie di motivazioni tra le quali in primis, perché per tre mesi l’anno la nostra zona Nord della Provincia di Brindisi, rimarrebbe sprovvista di un Ospedale di primo livello nonostante l’aumento esponenziale della propria popolazione per il grande flusso turistico.

Ancora, questa città PRETENDE. 1) il completamento della nuova ala dell’Ospedale con lo spostamento del Pronto Soccorso, dell’Utic, della Terapia Intensiva dopo un decennio di attese e milioni di euro della collettività spesi; 2) la nomina dei Primari in tutti quei reparti che ne risultano sprovvisti con grave danno per i pazienti; 3) l’aumento dei posti letto; 4) l’individuazione di tutte le soluzioni più idonee a creare le condizioni necessarie per l’assunzione di Medici, Infermieri e personale OSS perché l’estate è alle porte e la situazione potrebbe davvero arrivare ad un punto di non ritorno.

Da ultimo Forza Italia, non intende cedere, anche se ne parlano ormai in pochi, sulla riapertura dei Reparti di Ostetricia e Ginecologia seguendo direttive di merito e non considerazioni politiche ed elettorali alla base di altre riaperture di reparti in città native di alcuni Consiglieri Regionali o Parlamentari della Repubblica come accaduto nel Salento o nel Barese in spregio al diritto alla salute dei cittadini.

Attendiamo risposte senza le quali il cittadino continuerà a chiedersi: “Pago le tasse ed in cambio, lo Stato che servizi mi dà?”

 

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