Giuseppe Tanzarella
Giuseppe Tanzarella

Le dichiarazioni dell’esponente di opposizione Giuseppe Tanzarella condivise da tutta l’opposizione a margine del consiglio comunale.

A margine dei lavori dell’ultimo Consiglio Comunale appare sempre più plastica l’immagine di un governo cittadino che si regge solo ed esclusivamente sulla bramosia di potere o di personale arricchimento di qualche suo interprete.

Lo stato di degrado e precarietà della nostra città, infatti è evidente. Da troppo tempo, ormai, latita una qualsiasi programmazione amministrativa degna di questo nome, ed i numerosi annunci di astratti punti e linee programmatici da perseguire sono rimasti lettera morta.

Basti osservare con attenzione che tutti i propagandati risultati dell’attività amministrativa degli ultimi due anni, fanno riferimento al completamento di procedure già avviate nella precedente legislatura. Così come l’attività amministrativa ed i consigli comunali vengono condotti con tanta approssimazione e raccontati con pari faziosità.

In poche parole, l’amministrazione si accontenta di provare ad ingannare i cittadini andando avanti con comunicati sterili e fantasiosi, anche grazie alle elargizioni liberali fatte ad un mezzo di presunta informazione che funge loro da portavoce, il cui titolare, invece, sarebbe molto più a suo agio nelle vesti di cortigiano di corte.

I cittadini, però, nel futuro prossimo sapranno ben distinguere la verità dei fatti dalle merchette pubblicitarie, così come saranno in grado di premiare la coerenza e la lealtà di chi non fa politica per il proprio tornaconto personale o, meglio, per il proprio conto corrente.

A riprova della scorrettezza istituzionale e della malevola improvvisazione che ha contraddistinto l’anomala maggioranza del Consiglio Comunale vanno stigmatizzati alcuni aspetti.

Il primo riguarda la gestione dei Consigli Comunali. Non è la prima volta che la maggioranza (minoranza) di governo gestisce il consiglio comunale con approssimazione dilettantistica. Era già successo in occasione della seduta di approvazione del bilancio di previsione 2015, nella quale la maggioranza aveva incautamente approvato il bilancio previsionale in seconda seduta, in spregio al Regolamento, essendo costretta a riconvocare il Consiglio in via urgente, a distanza di qualche giorno, per la convalida di quanto erroneamente fatto.

Da ultimo, invece, ha pensato bene di ripetersi convocando il Consiglio Comunale per la presentazione del DUP (Documento Unico di Programmazione), atto di programmazione finanziaria presupposto del bilancio di previsione, a dire della stessa amministrazione, atto strategico e di rilevante importanza.

Quanto sostenuto a voce sulla rilevanza dell’argomento, infatti, non corrisponde a quanto verificatosi in Consiglio, dato che la maggioranza ha inteso far terminare i lavori a soli 5 minuti dal loro inizio, preferendo al dibattito una deliberazione in presenza di soli 12 consiglieri, e dedicando all’argomento una quantità di tempo, evidentemente, proporzionale alla propria consapevolezza dello stesso.

Tranquillizzo, comunque, i gruppi “Noi Ora” e Fratelli D’Italia”, facendo presente che il voto espresso nella seduta di Consiglio è stato assolutamente inutile per motivi sia sostanziali che formali, ed è questo il motivo del voto contrario espresso dal consigliere Giuseppe Tanzarella.

Innanzitutto, il predetto documento strategico è assolutamente inutile se non accompagnato dai dati contabili della parte operativa, essendo agli stessi indissolubilmente legato. Gli stessi revisori dei Conti, infatti, hanno rilevato tale aspetto nella loro relazione di accompagnamento. Tant’è che nel testo della deliberazione il Consiglio si impegna ad approvare il DUP in futuro unitamente al bilancio previsionale entro il 31 marzo 2016.

In secondo luogo, il DUP, in quanto afferente alla materia del bilancio, sarebbe dovuto essere votato a maggioranza assoluta ed in seduta unica, oltre che nel termine del 31 dicembre 2015, previsto, per la presentazione, dal decreto del ministero dell’Interno del 28/10/2015.

Perciò, consiglio vivamente alla maggioranza, invece di pensare al compito svolto dall’opposizione, di riflettere sul proprio sgangherato operato.

Altro aspetto inquietante attiene la modalità di istituzione della Commissione consiliare nominata dal Presidente del Consiglio Angelo Melpignano, il quale, con estrema e grave scorrettezza, noncurante dell’unanimità espressa da tutti i gruppi consiliari nel voler far parte della stessa, ha ben pensato, a distanza di nove mesi dal Consiglio Comunale che ne aveva prospettato la nascita, e dopo che in diverse occasioni se ne era sollecitata, anche dai banchi dell’opposizione, la formazione, di procedere alla nomina evitando di ascoltare i gruppi dell’area socialista, così facendo falsamente apparire gli stessi non disponibili.

Certo, è difficile pretendere correttezza istituzionale da chi si è camaleonticamente accordato in costanza di campagna elettorale con la parte avversa, proprio mentre contemporaneamente sbatteva i pugni sul tavolo per essere designato quale vice-sindaco in caso di vittoria del centrosinistra alle amministrative, e, però, allo stesso tempo, puntava al lauto stipendio di Presidente del Consiglio. Ma tant’è.

Quando si pensa ad avere, in politica ed al bene comune, resta ben poco da dire e da dare.

 

 

 

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