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Il segretario regionale Michele Piccirillo spiega in un comunicato il perché di questa scelta

I cambiamenti che stanno per concretizzarsi in seno alla maggioranza politica che governa la città di Ostuni, con il possibile azzeramento dell’attuale giunta e, dopo consultazione con i partiti della coalizione (?), la probabile apertura del sindaco Coppola al Partito Democratico, forza di schieramento opposto, almeno stando a quanto si legge sui social network e sulla stampa, hanno suggerito e convinto il PDAPartito delle Aziende, parte integrante e attiva della coalizione elettorale e di maggioranza, a prendere le distanze da questo modo di fare politica, non conforme alla propria identità e convinzione ideologica.

In primo luogo, il sindaco chiarisca che la coalizione politica eventualmente consultata per questo cambio di rotta non è più quella vincente alle elezioni amministrative dello scorso anno, composta da 11 soggetti politici, tra liste civiche e partiti nazionali; ma si è ridotta oramai alle sole liste civiche, destinate come da prassi alla auto estinzione postelettorale, avendo smarrito per strada tutti i partiti nazionali, così come il PDA – Partito delle Aziende, che invece non corrono questo rischio di estinguersi.

Tale allontanamento, evidentemente, è conseguente alla e della scarsa considerazione che il, leader della coalizione, ha nei confronti degli alleati e di chi lo ha sorretto in campagna elettorale. Per il PDAPartito delle Aziende, il valore e il peso di una coalizione politica non sono il risultato di una mera somma algebrica dei voti portati dalle singole liste, ma sono dati dal valore aggiunto di cui ogni lista, ogni partito è portatore, in termini di idee, progetti, programmi, ecc., per avere la capacità di attirare e allargare il consenso oltre e al di là dei partiti stessi.

Il singolo partito, in definitiva, per noi non è grande per il numero di preferenze che regala al candidato di turno, ma per i rapporti che ha con la società, per la sua forza di innovazione e i suoi progetti. Chi mette all’angolo tali potenzialità per dare la precedenza a chi ha portato il classico “pacchetto di voti”, secondo noi sbaglia.

Il PDA Partito delle Aziende si è sentito da questo sindaco tradito, mortificato, emarginato, escluso da qualsiasi azione politica per il territorio di Ostuni. E’ stato sempre lui che ha decretato il fallimento del coordinamento politico di maggioranza, divenuto un vero “minestrone”, con all’interno segretari di partito, consiglieri comunali, ospiti e affini, confondendo ruoli propri della politica.  Un autentico bazar, contrario al suo spirito e alla sua prerogativa di contenitore di idee e progetti politici per la città. Fatto che sarebbe potuto avvenire e si sarebbe concretizzato solo con la presenza dei segretari dei partiti della coalizione di maggioranza. E invece no, si è preferito il minestrone.

Come si è preferito non convocare il Partito delle Aziende nelle riunioni politiche aventi per tema “il nuovo regolamento di disciplina del commercio su aree pubbliche”, (fortunatamente tempestivamente stoppato dalla nuova legge regionale)  dopo che noi avevamo sollecitato più volte tale argomento, in unione con la tematica sulle aree mercatali. Invece, si è preferito snobbare tale nostra primaria esigenza, convocando il nostro partito solo in  occasione delle elezioni regionali per raccogliere voti. A noi tutto ciò non sta bene ed è per queste motivazioni politiche che, con rammarico,  si è deciso di rompere il patto di coalizione e di maggioranza. Ognuno per la sua strada.

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