Impianto di Sollevamento al Pilone: Il consiglio di stato ha respinto la richiesta presentata dal Consorzio

Il Consiglio di Stato (CdS) ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal consorzio Torre San Leonardo.

Il Collegio ha semplicemente affermato che la necessità di consentire lo svolgersi dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera ha maggiore rilevanza rispetto a quello dei privati finalizzato a difendere la loro proprietà. Inoltre, a livello di TAR c’è stato il ricorso ad adiuvandum promosso dal Comitato di Salvaguardia della Spiaggia del Pilone , sulla questione ambientale. Leggendo l’ordinanza del CdS appare addirittura che il Comitato sia favorevole alla localizzazione dell’opera e non fra coloro che la considerano un delitto ambientale. Gli esperti giuristi dicono che questo errore è insignificante , insomma una svista di chi compila manualmente l’ordinanza( svista già presente a livello di sentenza TAR) . Per chi legge, però, la cosa non sembra così ininfluente e genera dubbi e tante perplessità soprattutto quando il diniego si basa sul fatto che l’interesse pubblico soverchia quello privato. Chissà se , discutendo nel merito, qualcuno si accorgerà che c’è una collettività che si è espressa contro questa bruttura. Il comune di Ostuni non era presente al dibattimento . Questo è un chiaro segnale delle mutate volontà dell’amministrazione retta dal Sindaco Coppola, ma evidentemente non è stato sufficiente o forse neanche chiaro a chi doveva giudicare. Sarebbe stata più incisiva una delibera di revoca del progetto approvato dalla passata giunta? “Del senno di poi son pien le fosse” . Inoltre ragionare con i se e con i ma non porta a nulla. Commentando quanto successo con l’avvocato dello studio Quinto, presente al dibattimento , apprendiamo che a nulla è valso evidenziare che l’ AQP ha opposto solo difficoltà tecniche e manutentive e non la irrealizzabilità totale di quanto proposto nel progetto di variante; quindi, secondo noi, la presenza di difficoltà tecniche ( non l’irrealizzabilità delle opere ) dimostra l’esistenza di una localizzazione alternativa. Le norme del PUTT prevedono che la deroga possa essere concessa solo in presenza di un’ unica ubicazione e che , invece, debba essere negata quando esiste una possibile diversa soluzione La cosa che sorprende è anche il fatto che l’ AQP ha sollecitato una sentenza nel merito in tempi brevi .

Forse ( è solo un dubbio) l’AQP vuole che sia il Consiglio di Stato a togliere le castagne dal fuoco. Forse teme che prima o poi verrà fuori che l’opera progettata non consente all’intero villaggio di collegarsi ai collettori, come dimostrato nel progetto esecutivo , richiesto dallo stesso AQP e dal Comune. Senza considerare l’enorme danno ambientale derivante dall’ubicazione della vasca di liquami sulla spiaggia, il comune di Ostuni non può accettare che solo le abitazioni di via della Torre e via Procaccia possano utilizzare la rete fognaria AQP . C’è da augurarsi che il CdS si pronunci favorevolmente nella sentenza di merito. Un ulteriore augurio è quello che i nuovi vertici regionali possano porre maggiore attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. Consorzio Villaggio Torre San Leonardo

Comunicato Stampa Consorzio il Pilone Torre San Leonardo

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