Riceviamo e pubblichiamo nota del Comitato per la salvaguardia della spiaggia del Pilone a firma di Giancarlo Scalone

Il Comitato per la salvaguardia della spiaggia del Pilone esprime tutta la sua soddisfazione per le decisioni assunte di recente dall’Amministrazione Coppola, decisioni finalizzate ad impedire l’esecuzione di un ecomostro sulla spiaggia del Pilone. L’AQP, infatti, nel progetto di canalizzazione fognaria della costa Nord (opera necessaria) ha previsto che l’impianto di sollevamento delle feci di tutta la costa venga ubicato letteralmente sulla spiaggia del Pilone, di fronte alla Torre S. Leonardo, sul confine del Parco delle Dune e a poche decine di metri dalla foce del torrente Lamacornola.

L’ecomostro progettato è costituito, oltre che da una imponente struttura fuori terra, da una vasca di raccolta dei liquami profonda 6 metri, 4 dei quali affondati nella falda marina, un impianto,insomma,che come quello dei Camerini e quello all’ingresso di Torre Canne inonderebbe di cattivi odori l’intera area, rendendo inagibile la più grande e la più frequentata delle spiagge pubbliche di Ostuni. Questo, ed è tutto dire, accadrebbe in condizioni di normale funzionamento dell’impianto; ma in caso di blocco o malfunzionamento, le feci verrebbero riversate in mare e la spiaggia del Pilone (all’interno di un Parco Naturale e zona Sic per diversi anni bandiera blu e cinque vele) toglierebbe alla spiaggia di Pane e Pomodoro di Bari il primato degli sversamenti di liquami in mare.

Per impedire questo disastro urbanistico ed ambientale l’Amministrazione Comunale bene ha fatto ad inviareall’AQP un progetto alternativo di ubicazione dell’impianto e a revocare la sua costituzione nel giudizio al Consiglio di Stato, contenzioso avente per oggetto proprio l’ubicazione dell’impianto. Questo Comitato, pertanto, esprime il suo plauso per le suddette decisioni. Per la prima perché, bocciando il sito indicato dall’AQP ed individuandone un altro, ha mostrato una sensibilità ambientale e soprattutto un po’ di buon senso sconosciuti alla precedente Amministrazione che, senza battere ciglio, aveva approvato il progetto dell’ecomostro.

Per la seconda perché,mentre nel contenzioso davanti al TAR l’ex Sindaco Tanzarella si era costituito addirittura con due titoli diversi (quello di Sindaco e quello di cittadino) tanto grande era il suo favore per l’ecomostro, l’Amministrazione Coppolaha invece correttamente cancellato la presenza del Comune in tale giudizio al Consiglio di Stato, non riconoscendosi più in una decisione che costituiva una grande vergogna per chi aveva il dovere istituzionale di difendere il territorio e non di affossarlo come spesso si è fatto nel recente passato!

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