Riceviamo e Pubblichiamo

“L’ultimo congresso cittadino del PD ha visto, come è a tutti noto, contrapposte due mozioni.

Tale circostanza ha attivato un dibattito in un partito che è ancora alla ricerca di se stesso e della sua identità politica, culturale ed ideale, come dimostra il voto favorevole al bilancio di previsione 2014, presentato dall’Amministrazione Coppola.

Non si può sottacere che il bilancio di previsione non è un mero strumento contabile, ma è l’atto politico e programmatico fondamentale di ogni amministrazione.

Abbiamo sempre creduto che il PD era ed è una forza politica di centrosinistra e quindi alternativa al centrodestra.

In sede congressuale, pur sottolineando la quasi totale marginalità del PD ostunese negli anni passati e per la quale vanno ricercate le reali cause e responsabilità, abbiamo sottolineato la necessità di non vanificare un percorso politico, che pur con luci ed ombre, iniziato negli anni 90.

Ad oggi, riscontriamo la sordità assoluta verso tale rilevante questione che avrà, certamente, forti ripercussioni a partire dalle prossime regionali.

Così come rileviamo la precisa volontà espressa nella nomina con decreto ” motu proprio” (!?) dal segretario cittadino, della segreteria cittadina di voler annullare completamente la minoranza congressuale, escludendo ogni forma di rinnovamento ed esaltando il ruolo di chi, nel recente passato, ha contribuito a rendere il PD insignificante e subalterno e di chi, nei momenti cruciali, ha abbandonato la nave.

A nostra memoria, nella storia del PD, ma anche dei partiti confluiti nello stesso, mai si era verificata una netta chiusura ad ogni forma di dialogo nei confronti di un pensiero seppur minoritario ma che non si prostra e non elemosina!!!! Altro che centralismo democratico!

Tale comportamento, che è evidenziato non per rivendicare “posti”, è il frutto di una mentalità culturale e politica che sicuramente non appartiene al PD, ma che mette in luce la totale subalternità del segretario Iaia, nonché la sua proverbiale difficoltà a confrontarsi con tutte le sensibilità presenti nel partito e certifica un’ambiguità politica e/o di schieramento che non ci appartiene.

Della serie…non disturbate il manovratore!”     

 

 

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