Botta e risposta sull’impianto fognante al Pilone lungo la marina di Ostuni. Dopo la conferenza  stampa di questa mattina del sindaco Tanzarella, a Palazzo San Francesco, il comitato per la “Salvaguardia Spiaggia Pilone”, risponde con una nota stampa inviata alla nostra redazione. Di seguito riportiamo il comunicato stampa di Giancarlo Scalone, componente del comitato.

La conferenza-stampa del Sindaco di Ostuni in merito all’impianto di sollevamento fognario progettato dall’AQP (con il convinto assenso del Comune) sulla spiaggia del Pilone, è un esempio illuminante di disinformazione dei cittadini.

L’argomento fondamentale utilizzato per sostenere la scelta dell’AQP e del Comune è che l’opposizione del Comitato per la tutela della spiaggia e del Villaggio “Torre S. Leonardo” è dovuta al rifiuto della canalizzazione fognaria. E’ un vecchio trucco quello di attribuire all’avversario una posizione irragionevole per poter meglio difendere l’irragionevolezza della propria posizione. Infatti il ricorso al TAR del Comitato e del Villaggio è esclusivamente centrato sulla richiesta di spostamento dell’impianto di sollevamento. I ricorrenti, a tal fine, hanno corredato il ricorso con la perizia di uno studio tecnico specializzato in opere idrauliche, nella quale viene indicata una precisa soluzione alternativa all’ubicazione dell’impianto. L’accusa di inciviltà che il comune lancia ai ricorrenti andrebbe invece rivolta al Comune di Ostuni ed alla sua incapacità di tutelare il suo territorio.

Infatti l’ubicazione dell’impianto di sollevamento dei liquami di tutta la costa Nord letteralmente sulla spiaggia del Pilone è uno sfregio al territorio ed un danno enorme inferto al turismo balneare. Se l’opera sarà eseguita Ostuni strapperà a Bari il triste primato della spiaggia “Pane e pomodoro”. Non a caso l’ubicazione sulla spiaggia è stata resa possibile solo con la violazione di ben 5 articoli del Piano di Tutela del Paesaggio, ma soprattutto con la violazione della normativa che autorizza, sia pure in deroga, l’esecuzione di tali opere, ma a condizione che non ci siano alternative. E nel caso di specie l’alternativa era stata indicata.

L’atteggiamento del Comune è ancora più grave sul piano politico, perché non solo ha accettato supinamente la ubicazione dell’impianto su un’area ad alta sensibilità ambientale (nel Parco delle Dune, sul confine dell’oasi tutelata dall’UE, nei pressi dello sbocco del torrente Lamacornola, di fronte alla Torre S. Leonardo, in un’area ad alto rischio idro-geologico), ma è diventato il paladino più convinto di tale scelta. Infatti, caso probabilmente unico della storia amministrativa, il Sindaco di Ostuni si è costituito davanti al Tar, non solo come rappresentante legale del Comune, ma anche a titolo personale. Il suo zelo nel danneggiare il territorio della città è insuperabile.

Vorremo solo ricordare, che come comitato abbiamo a più riprese, chiesto l’incontro, che lo stesso Sindaco uscente aveva promesso di fare nel consiglio comunale dove l’argomento fu dibattuto, ma di questo nulla più si è fatto!

 

POTRESTI ESSERTI PERSO: