Come sono cambiati il tagliando assicurativo e l’attestato di rischio

L’aggiornamento telematico e informatico in atto in tutti i settori produttivi ha interessato anche le compagnie di assicurazione, che nel 2015 hanno dato il via alla dematerializzazione dei documenti assicurativi. Questo processo ha dato così vita a nuovo rapporto tra imprese e assicurati, semplificando i procedimenti e aumentando la chiarezza tra le parti.

Addio tagliando assicurativo cartaceo

La dematerializzazione dei documenti assicurativi, prevista dal decreto legge per le liberalizzazioni, ha introdotto dal 18 ottobre del 2015 il nuovo tagliando elettronico, i cui vantaggi sono riportati nella guida “Cos’è il tagliando elettronico di assicurazione?”. Si è dunque abolito l’obbligo di esporre il talloncino giallo sul parabrezza, con la verifica della regolarità della copertura che viene eseguita dalle Forze dell’Ordine attraverso un procedimento elettronico.

Il sistema per effettuare l’accertamento è molto semplice. La compagnia invia le informazioni relative alla polizza al SITA (Sistema Informativo Targhe Assicurative), la banca dati creata dall’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici): da qui, confluiscono nel database della Motorizzazione, che contiene i dati sui veicoli immatricolati. L’incrocio delle informazioni contenute nelle due banche dati consente agli agenti di conoscere se gli automobilisti sono assicurati. Ricordiamo che è obbligatorio per il guidatore custodire a bordo del veicolo il certificato di assicurazione, che permette agli accertatori di verificare immediatamente la validità della polizza. Il certificato da esibire non deve essere necessariamente l’originale, ma può essere anche una fotocopia o il file in digitale sullo smartphone.

Secondo l’ANIA la dematerializzazione del tagliando ha portato a una diminuzione del numero di auto che circolano senza assicurazione. L’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ha stimato per il 2017 2,8 milioni di auto prive di una regolare polizza, circa 100 mila in meno rispetto al 2016 (quando le quattroruote erano 2,9 milioni) e 600 mila in meno sul 2015 (3,4 milioni).

La praticità dell’Adr elettronico

Anche l’Attestato di rischio (Adr), che indica la classe universale (CU) di appartenenza dell’assicurato e il numero di incidenti fatti negli ultimi 5 anni, ha abbandonato il formato su carta. Dall’1 giugno del 2015 non viene più inviato in copia all’automobilista prima di rinnovare la polizza, ma è disponibile nel nuovo formato elettronico, di cui si può approfondire nella guida “Cos’è l’attestato di rischio elettronico?”, risultando molto più rapido e sicuro visto che l’assicurato può consultarlo in qualunque momento semplicemente collegandosi al portale della propria assicurazione. A richiesta, i clienti possono scegliere di ricevere l’Attestato anche tramite altre modalità, come posta elettronica e App per dispositivi mobili, mentre chi non utilizza internet può richiederne una copia cartacea (che avrà funzione meramente informativa).

Ricordiamo che l’Adr risulta fondamentale perché determina il premio annuo che il contraente dovrà pagare. Per questo motivo, è consigliabile controllarlo appena viene reso disponibile dalla propria assicurazione, in modo da verificare la correttezza di tutti i dati contenuti.

L’Attestato di rischio elettronico è comodo anche per le stesse compagnie. Il documento viene depositato in una nuova banca dati gestita dall’ANIA e sotto il controllo dell’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, in modo che tutte le assicurazioni possano acquisirlo direttamente senza richiederlo al cliente.

L’informatizzazione serve anche a trovare una polizza conveniente

Sempre più utenti cercano la loro RC Auto sul web, valutando l’opportunità di sottoscriverla mentre sono seduti comodamente davanti al computer. Aumentano così gli assicurati che si affidano ai comparatori online come Segugio.it, il portale che confronta le proposte di polizza delle principali compagnie assicurative in pochi minuti, fornendo un elenco delle assicurazioni più convenienti in base al proprio profilo e alla storia assicurativa.

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