Auguri di buon compleanno a Franco Battiato

Franco Battiato
Franco Battiato

Auguri al maestro Franco Battiato

di Angela Anglani

Reduce da un incidente durante un concerto a Bari che gli ha provocato la frattura del femore, Franco Battiato compie oggi 70 anni. Nato a Jonia, paesino in provincia di Catania ha costruito un percorso davvero unico nel panorama italiano. Non ha mai nascosto le sue simpatie per la Sinistra e con “Povera patria” ha firmato uno dei più intensi ritratti del degrado del nostro Paese. E’ stato un precursore della musica elettronica e un cultore di musica classica e sinfonica che nei suoi racconti sembra essere praticamente l’unica musica che ascolta. Però la lista delle sue collaborazioni va da Claudio Baglioni ai CSI, da Enzo Avitabile a Pino Daniele, dai Bluvertigo a Tiziano Ferro, Celentano, Subsonica, Marta sui Tubi, senza contare il decisivo ruolo svolto nelle carriere di Alice e Giuni Russo. Battiato ha iniziato la sua carriera 50 anni fa, grazie a Giorgio Gaber. Fu lui infatti a fargli ottenere il primo contratto discografico e a ospitarlo, nel 1967, per la sua prima apparizione televisiva. I primi anni 70 sono quelli dello sperimentalismo più spinto, con album divenuti veri oggetti di culto, come “Fetus” e “Pollution”, ai quali si è rifatto per il suo ultimo lavoro, “Joe Patti’s Experimental Group”, pubblicato l’anno scorso e dall’impronta fortemente elettronica. Negli anni 80 invece l’artista per pochi diventa il re delle classifiche. Grazie alla collaborazione con Giusto Pio e a una serie di canzoni divenute dei classici: “Bandiera bianca”, “Centro di gravità permanente”, “L’era del cinghiale bianco”, “Voglio vederti danzare”, “Cuccurucucù Paloma”, “E ti vengo a cercare”. I successi si sprecano e contribuiscono a creare l’immagine di Battiato come big della musica italiana. Melodie leggere, arrangiamenti moderni e testi tra il surreale e il colto:è questa la ricetta vincente. Che l’artista siciliano però abbandona ben presto per nuove vie sonore. Come quelle dei primi anni 90, con il lavoro “Come un cammello in una grondaia” e canzoni come “Povera patria”. Dal 1994 il suo percorso muta ancora. Per merito della collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, che a lungo sarà autore dei testi dei lavori di Battiato. Dopo alcuni lavori dalla forte impronta intellettualistica, nel 1996 pubblica l’album “L’imboscata”, che lo riporta in vetta alle classifiche e che contiene uno dei brani simbolo per Battiato: “La cura”. Tra il 1999 e il 2008 si dedica invece al canzoniere italiano, con la trilogia dei “Fleurs”, nella quale ripropone a suo modo canzoni celebri e meno celebri di altri artisti. Negli ultimi anni si è dedicato sempre più intesamente anche a progetti paralleli, come la pittura e il cinema e lo si è visto persino al Festival di Sanremo, a suo modo, nella doppia veste di autore in gara e direttore d’orchestra, e in coppia con il gruppo Antony and The Johnson, con il quale ha dato vita a un tour apprezzatissimo immortalato in un album dal vivo.

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