sigarette
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I tempi, per i fumatori italiani, si fanno sempre più duri. Arriva oggi la stangata annunciata dal governo a inizio anno, con l’entrata in vigore del dlg sui tabacchi, approvato come attuazione della delega fiscale. L’impatto di questi aumenti è, per chi ancora non è riuscito a smettere, molto significativo: tutte le principali marche di “bionde” presenti sul mercato subiranno un aumento medio di 20 centesimi, cosa che, di fatto, determina l’estinzione del segmento di mercato “low cost”, che a detta degli operatori del settore aveva evitato che una parte considerevole dei consumatori si indirizzasse verso il contrabbando. Ed è proprio questo il nodo del dibattito in corso: molti addetti ai lavori sottolineano il rischio che il gettito derivante da tali aumenti venga neutralizzato di fatto da una ripresa del contrabbando che, notoriamente, sfugge del tutto al fisco. Tra le poche marche a non aver aumentato il prezzo ci sono le John Player Special (JPS) che continueranno a costare 4 euro, mentre le altre marche popolari di sigarette schizzano a 5,20 euro, a partire dalle Marlboro, ma ad aumentare saranno anche sigari, trinciati per tabacco e, infine, le sigarette elettroniche.

ANGELA ANGLANI

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