Passione - Madre

L’evento si svolgerà in due spettacoli unici nelle date di sabato 13 e domenica 14 aprile 2019 alle ore 19 e verrà riproposto sui canali tv e social nei giorni successivi. Dunque, sarà prodromico ai Riti della Settimana Santa e della Pasqua in Puglia.

L’Associazione culturale “Terra”, nata per la promozione e la tutela delle tradizioni della città di Ostuni, organizza, per il quinto anno consecutivo, l’evento di comunità “Passione 2019 – Madre, che, anche quest’anno, consiste nella rievocazione storica degli ultimi giorni di vita di Gesù Cristo, attraverso una rappresentazione teatrale diffusa che avrà inizio in piazza Cattedrale e si snoderà tra le vie del centro storico di Ostuni per poi concludersi in largo Stella.

Un evento che riporta in luce la cultura e le tradizioni popolari della nostra città e che consente, al contempo, di far conoscere ai nostri ospiti il valore della comunità intera costituita da gruppi folkloristici, associazioni teatrali, teatranti, musicisti, coristi, maestri bandisti, scenografi, coreografi, artigiani e semplici volontari dal cuore immenso.

L’evento si svolgerà in due spettacoli unici nelle date di sabato 13 e domenica 14 aprile 2019 alle ore 19 e verrà riproposto sui canali tv e social nei giorni successivi. Dunque, sarà prodromico ai Riti della Settimana Santa e della Pasqua in Puglia.

Quest’anno l’associazione Terra ha scelto per la direzione artistica il regista di cinema e teatro il Maestro Edoardo Winspeare. Il suo impegno, unitamente alla sua compagnia d’arte, consentirà certamente di elevare la qualità dell’Opera.

Ecco le parole del Maestro Winspeare.

“La passione di quest’anno sarà quella della Madonna per la morte di Gesù. Sarà la via dolorosa di una madre con in braccio il corpo senza vita del figlio, percorrendo le strade di Ostuni – la nostra personale Gerusalemme di Puglia – dalla croce fino al sepolcro. L’Addolorata non sarà sola perché accompagnata da uomini e soprattutto donne che piangeranno assieme a lei la morte del Salvatore. Il dolore è grande, il dubbio si fa strada. Come può il figlio di Dio morire? E in questo modo degradante? Gli stessi discepoli che sapevano che il Messia non sarebbe stato un potente re d’Israele appaiono come smarriti; nonostante fossero ben coscienti che il suo regno non era di questa Terra. Qualcuno di loro in attesa di una qualche epifania, per farsi coraggio ricorda le sue parole “non crederanno nemmeno se uno risorge dai morti”.

La Madonna invece dubbi non ha, sa che il calvario era scritto nel destino del Salvatore. Eppure lei non è solo l’Immacolata prescelta dal Signore per concepire il suo unigenito figlio, non è solo uno strumento, ma è in primo luogo una madre che ha visto morire il suo Emanuele, lapidato, torturato, oltraggiato e infine crocefisso.  La consapevolezza del disegno di Dio non le risparmia un dolore indicibile, il più atroce per un genitore. Solo l’incontro durante la salita verso il sepolcro con le varie sofferenze del mondo le ricorderà che tutto ciò ha avuto un senso, anzi quello che è accaduto è il senso di tutto. Le vittime di violenze, discriminazioni, pregiudizi, miseria, alla vista di Maria con Gesù morto verranno liberate dal dolore e daranno una testimonianza di salvezza.

Se si crede che tutto non sia nato per caso e dal caos, che la vita abbia uno scopo, che Dio “è l’amor che muove il sole e l’altrestelle” e che verremo giudicati nell’amore, allora bisogna credere nella libertà che ha ognuno di noi di scegliere fra il bene e il male, e anche scusatemi, d’interpretare con onestà il Vangelo”.

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