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Un nuovo appuntamento del Presidio del Libro della Città Bianca che presenta il 9 novembre 2016 allo Slow Cinema, “Ghetto Italia”.

Di Angela Anglani

Mercoledì 9 novembre 2016, alle ore 18 presso lo Slow Cinema ad Ostuni, il Presidio del Libro di Ostuni presenta “Ghetto Italia” (Fandango Editore, 2015), di Leonardo Palmisano e Yvan Sagnet. Introducono e coordinano la serata insieme all’autore Leonardo Palmisano, Gianluca Zurlo e Paola Cirasino, responsabile del Presidio del Libro di Ostuni e Gianna Caroli (UNI-Auser Cisternino) da sempre attiva nella lotta contro caporalato.

Ghetto Italia è la prima inchiesta nazionale sulle spaventose condizioni di vita dei braccianti stranieri durante la raccolta dei pomodori e della frutta nelle campagne italiane. Nell’Italia dell’emergenza profughi e di Mafia Capitale, esiste un complesso sistema criminale che stringe i braccianti stranieri in situazioni al limite della sopportazione fisica e psicologica. Dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lucania, la Campania e il Lazio, i braccianti immigrati sono sempre più spesso vittime di un caporalato feroce, che li stipa in veri e propri ghetti a pagamento, dove tra baracche e casolari si consuma la loro esistenza. Nell’assordante silenzio delle istituzioni pubbliche locali, il sistema agricolo italiano e le multinazionali dell’industria agroalimentare si nutrono di questa forma coatta di sfruttamento, imponendo un ribasso eccessivo dei prezzi dei prodotti che si ripercuote direttamente sul costo del lavoro e sul diritto alla salute.

A rimetterci sono i braccianti, costretti a pagare cifre impensabili per vivere in baraccopoli insalubri e lontano da qualunque forma di civiltà. Dopo le minacce e le intimidazioni ricevute a seguito della pubblicazione di Ghetto Italia, i due autori hanno ricevuto il XXII premio Internazionale Livatino 2016 per il loro impegno nella lotta alla mafia. Leonardo Palmisano, sociologo e scrittore, ha pubblicato il romanzo Trentaquattro, le inchieste La città del sesso e Dopo di lui. Cosa sarà dell’Italia dopo Silvio Berlusconi e numerosi rapporti di ricerca sui temi delle migrazioni e del lavoro. Yvan Sagnet è il leader del primo sciopero, durato circa un mese, dei braccianti africani di Nardò, in provincia di Lecce, che nell’estate del 2011 decisero di incrociare le braccia e non raccogliere più i pomodori per 3 euro a cassone; protesta sostenuta dalle associazioni, dalla Flai e dalla Cgil, che diede un decisivo contributo all’introduzione nel codice penale italiano del reato di caporalato (intermediazione illecita di manodopera).

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