‘Il divo Augusto’, saggio di Roberto Toppetta a 2mila anni dalla morte

Augusto
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Presentazione del libro che il giornalista Roberto Toppetta ha dedicato all’imperatore Augusto

Di Angela Anglani

Domani giovedì 26 marzo alle 18, presso il Centro di Cultura “Donato Cirignola” in Corso Mazzini 8, ad Ostuni avrà luogo la presentazione del libro che il giornalista Roberto Toppetta ha dedicato all’imperatore Augusto in occasione del bimillenario della morte: “Il divo Augusto- Principe dell’Urbe e dell’Impero”, edito da Schena Editore .L’incontro è organizzato dal Rotary Club Ostuni-Valle d’Itria-Rosa Marina, presieduto da Nicola Pepe, e dalla Fondazione “Angelo Vassallo” rappresentata ad Ostuni da Giusy Santomanco, con la collaborazione del Centro “Cirignola” diretto dalla prof. Lucia Grassi. Parteciperanno all’incontro, moderato dal giornalista Ferdinando Sallustio, l’autore del libro ed il prof. Pietro Magno. Il volume è stato pubblicato alla fine del 2014, bimillenario della morte di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, protagonista assoluto del travagliato periodo che segnò il passaggio dalla Repubblica all’Impero; come statista superò lo stesso Cesare affermandosi quale costruttore della pace e riformatore senza uguali. Il libro ci consegna un esauriente affresco di un’intera epoca storica e dei suoi principali protagonisti: da Giulio Cesare a Marco Antonio, da Agrippa a Mecenate, da Cicerone a Bruto, da Marcello a Tiberio, da Cleopatra a Livia. Imperniato su fonti antiche, come Livio, Tacito, Plutarco, Virgilio ecc., e su altre più recenti come Theodor Mommsen, Luciano Canfora, Santo Mazzarino e Augusto Fraschetti, il libro di Toppetta si inserisce a pieno diritto nella biblioteca essenziale di chiunque voglia conoscere a fondo la figura del primo imperatore della storia di Roma, delle sue intuizioni politiche, amministrative e militari, nonché delle sue contraddizioni. L’autore riesce a fare un resoconto rigoroso sul piano storico ma allo stesso tempo piacevole e scorrevole come un romanzo. L’autore nella seconda parte dell’opera, evidenzia il ruolo di riformatore intrapreso dal princeps, Augusto: riordinò l’amministrazione delle province; ristrutturò il sistema di tassazione fiscale; riordinò il sistema monetario; recuperò i valori civili e religiosi (il mos maiorum) che erano stati il collante della società romana fino al I sec. a.C.; completò la riforma dell’esercito; emanò leggi per combattere il lusso e salvaguardare la moralità dei costumi; incoraggiò i matrimoni e la procreazione; restaurò anche numerosi edifici e ne costruì di nuovi, tali da rendere Roma la vetrina dell’impero. «Sul finire dei suoi giorni si potrà vantare di averla resa una città di marmo avendola ricevuta di mattoni». Augusto fece insomma di Roma il vero centro del mondo, un mondo sopra il quale si ergeva la sua figura alla stregua di un dio. Ottenne grazie ai numerosi trionfi politici e militari quello che neanche Giulio Cesare era riuscito a conquistare. A soli 35 anni, nel 27 a.C. era già un gigante della politica, mentre a quella stessa età Pompeo si era distinto solo sui campi di battaglia e Cesare aveva dato ancora poche prove del suo talento politico e militare. «Al momento della sua morte (19 agosto del 14 d.C.), il mondo di Roma era abitato da più di 55 milioni di abitanti e aveva come frontiere: le coste atlantiche della Francia e della penisola iberica a occidente; a settentrione il Mare del Nord e la sponda sinistra del Reno; nel nord-est quella destra del Danubio; a oriente l’Eufrate; e a sud, il Sahara in Africa e il deserto in Arabia». L’appassionante opera di Toppetta, molto più di una semplice biografia storica, ha il merito di inserire Augusto nel suo tempo e contemporaneamente rendere conto di come quel tempo, quell’epoca in cui si mossero personaggi del calibro di Marco Antonio, Cleopatra e lo stesso Cesare, fu plasmata dall’ingegno politico di un uomo che superò tutti gli altri: il divo Augusto, principe dell’Urbe e dell’Impero.

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