Presentazione libro Prof. Francesco Bovenzi

Sabato 7 marzo alle 18 la presentazione del volume “Gigi sei un angelo-Piccole storie dalla Grande Guerra” edito da Maria Pacini Fazzi Editore.

Il prof. Francesco Bovenzi, illustre cardiologo ostunese Direttore del reparto Malattie cardiovascolari dell’Ospedale San Luca di Lucca e già Presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, presenterà domani sabato 7 marzo, alle 18, nell’Auditorium “Giovanni Semerano” della Biblioteca comunale di Ostuni il volume “Gigi sei un angelo-Piccole storie dalla Grande Guerra” edito da Maria Pacini Fazzi Editore.

Bovenzi, fra le carte di famiglia, ha rintracciato la preziosa testimonianza relativa ad un suo congiunto che fu tra le seicentomila vittime italiane della Prima Guerra Mondiale, nella quale l’Italia scese in campo, come tutti sappiamo, esattamente cent’anni fa, il 24 maggio del 1915. Il dottor Bovenzi offrirà, fra l’altro, uno spaccato della sanità militare e della storia della medicina negli anni della Grande Guerra.

Interverranno, oltre all’autore, il Sindaco di Ostuni generale Gianfranco Coppola e il Direttore onorario della Biblioteca prof. Ettore Catalano. Moderatore sarà Ferdinando Sallustio. Ma ecco cosa scrive la presentazione del volume: “Nella copiosa letteratura della Grande Guerra, “Gigi, sei un angelo” trova uno spazio privilegiato nel mio cuore e spero anche in quello del lettore. Ho guardato oltre i racconti emotivi e fattuali e le lettere dal fronte di Luigi cariche di straordinaria umanità.

Una scoperta che mi ha emozionato e incoraggiato alla ricerca dei mille perché di questa smisurata tragedia, quasi a significare le nostre scuse per la crudeltà e le sopportazioni psicofisiche subite da tanti giovani, cui erano stati estorti i sogni con la vita.

Le parole dall’ombra di quei piccoli eroi tessono memorie che non fanno più rumore, ma oggi, come fantasmi di luce, trascendono nel labirinto della nostra coscienza. Dopo cento anni ci ritroviamo a celebrare quel tempo sofferto, non speso invano, perché capace di dare un significato anche alla nostra vita.

Per noi, cittadini liberi e istruiti, ricordare, partecipare ed eroicizzare i soldati defunti nella Grande Guerra diventa un momento di orgoglio, di riconoscenza e di rispetto, che rafforza il significato di esempio positivo, soprattutto per i nostri figli. In fondo alla speranza ritroviamo un tempo fatto di piccole storie e di giovani eroi. Dopo cento anni di silenzio e di morti dimenticati, la loro memoria occupa un posto privilegiato nei nostri cuori ed è entrato per sempre nelle nostre vite”.

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