Damiani Foto 1
Damiani Foto 1

Il medium fotografico è il primo linguaggio del secolo scorso capace di generare un forte interesse per filosofi, semiologi e studiosi poiché induce profonde riflessioni sullo stato dell’arte e la sua immediata evoluzione. Tanto sul versante estetico quanto sul piano ontologico la fotografia, sin dalle sue origini, ha messo inesorabilmente in crisi la realtà e le sue rappresentazioni. Dalla fotografia giornalistica alla foto ricordo dei defunti, dalla pubblicità alla fotografia di moda, sino alle profonde manipolazioni occorse nel campo della fotografia artistica, essa ha rispecchiato, deformato, ritagliato, raccontato e mistificato il reale quotidiano e simbolico.

L’incontro intende attraversare in modo incrociato e con l’ausilio di proiezioni un secolo di visioni fotografiche punteggiate da episodi significativi quali: il mondo in bianco e nero a partire da Man Ray, il fotoritocco quale principio implicito nella fase dello sviluppo, il senso di stupore generato dalle prime Polaroid, le immagini erotiche, la condivisione di diapositive che anticipano gli album di Flickr, Instagram e Facebook, l’avvento della fotografia digitale e l’ingresso nella condizione fotosocietale dell’esistenza permessa dai social network e dagli smartphone, Obama/Obey, il Selfie…

Nell’Ottocento, tramite il medium fotografico, il mondo si è fatto immagine. E se fosse ormai questa immagine il mondo che siamo, il mondo che ricreiamo, il mondo che abitiamo?

Si suggerisce ai partecipanti di portare con sé una fotografia del passato recente o remoto a cui si sentano particolarmente legati.

In occasione di questo evento in galleria saranno esposte dal 18 dicembre fino al 6 gennaio le fotografie vincitrici del concorso indetto dal Il Borgo Ostuni tutto promosso e sviluppato grazie alla nuova tecnologia di Instagram:

#instaChristmasBorgOstuniTwo

Claudia Attimonelli è ricercatrice in Teorie del Linguaggio e Scienze dei Segni; insegna Cinema, Fotografia e Televisione all’Università Aldo Moro di Bari.
I suoi interessi di studio si disseminano fra arte, corporeità e media, moda e musica attraverso la sociosemiotica della musica, la visual culture, i media studies e la fashion theory.
Collabora come curatrice con gallerie d’arte e teatri. Esposizioni curate di recente: Le re/citazioni di Madame (con V. V. Susca – Traffic Gallery), Casa di Bambola di Azusa Itagaki (Fabrica Fluxus), Underground Zone di Paul Zone (con A. Giannone – Fabrica Fluxus), Hotel d’Hiver di Karin Andersen (Traffic Gallery). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Le désavenir du temps (2014); To be continued. I destini del corpo nei serial televisivi (2011); Underground Zone. Dandy, punk, beautiful people (2011); L’artista è un eroe mediale (2010); Techno. Ritmi afrofuturisti (2008). È l’autrice dei testi del libro fotografico Le Vergini di Corpicrudi (2011).

Vincenzo Susca è maître de conférences in Sociologia dell’immaginario all’Università Paul-Valéry di Montpellier e ricercatore al Centre d’étude sur l’actuel et le quotidien dell’Università Paris Descartes Sorbonne (Parigi). McLuhan Fellow all’università di Toronto, nel 2008 ha fondato, con M. V. Dandrieux, la rivista “Les Cahiers européens de l’Imaginaire” (CNRS éditions, Parigi), di cui è il direttore editoriale. Tra le sue recenti pubblicazioni: Transpolitica. Nuovi rapporti di potere e di sapere (Milano 2008), con D. de Kerckhove; Ricreazioni. Galassie dell’immaginario postmoderno (Milano 2008, Parigi 2009); Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva (Milano 2010), a cura di, con F. La Rocca, A. Malagamba; Gioia Tragica. Le forme elementari della vita elettronica (Milano 2010, Parigi 201, Barcellona 2012). Di recente ha curato l’esposizione sul collage artistico, Le re/citazioni di Madame (con C. Attimonelli – Traffic Gallery). È l’autore, con Alain Béhar, della pièce teatrale transmediale Angelus Novissimus (2014), nella quale risuonano e sono attualizzate, tra le altre, ispirazioni mcluhaniane e benjaminiane.

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