‘Quando il gioco si fa duro’: il libro inchiesta della iena Nadia Toffa

Organizzato dall’associazione “Ostuni Città Nuova”e dalla “Taberna libraria” di Latiano     è stato presentato presso lo Slow Cinema ad Ostuni, in corso Mazzini, il libro dell’inviata del programma “Le Iene” Nadia Toffa, intitolato “Quando il gioco si fa duro” dalle slot machine alle lotterie di Stato: come difendersi in un Paese travolto dall’azzardomania. Nadia Toffa nel suo libro d’esordio indaga in modo approfondito il mondo del gioco: l’unica industria in Italia che non conosce la crisi, perché il gioco d’azzardo è un fenomeno davvero allarmante che  sta vivendo un’ espansione senza precedenti. Con il suo stile unico che la contraddistingue, Nadia ha analizzato in modo efficace questo fenomeno non solo dal punto di vista sociale, ma approfondendo i vari aspetti a livello economico e politico e indagando su chi guadagna realmente sul gioco d’azzardo. Oggi la ludopatia è considerata una dipendenza comportamentale, disturbo che rientra nella categoria dei disturbi e del controllo degli impulsi. Nel libro si legge che in  Italia si contano circa cinquemila sale giochi. Quasi un quarto dei soldi spesi nel mondo per il gioco d’azzardo in internet sono degli italiani. L’ Italia – con un’ economia in crisi – è a tutti gli effetti il quarto paese nel mondo dopo Stati Uniti, Giappone e Macao (Cina) per volume di gioco, e il primo in Europa. Il gioco rappresenta il 5% del Pil italiano. “Se dieci anni fa la spesa annuale nel gioco d’azzardo ammontava a 24 miliardi di euro, oggi si è passati a 85 miliardi di euro; lo Stato, tuttavia, ha avuto in questi dieci anni un incremento di incasso pari a un “solo” miliardo di euro, da 7 a 8 miliardi”. Ecco perché c’è bisogno di un’inversione di tendenza: “Sarebbe necessario –ha detto Nadia Toffa– dimezzare l’offerta, perché dietro ogni gioco nuovo c’è un vero crack familiare che colpisce tanto gli adulti quanto i giovani”, e poiché si tratta di una malattia che non dà sintomi visibili di sé, la società attuale tende a sottovalutarla, considerandola un vizio e non curandola adeguatamente. Piena della sua energia, del suo entusiasmo per il suo lavoro, per un giornalismo che non si fa a tavolino con le notizie battute dalle agenzie ma che muove da intuizioni e si nutre di ricerca e minuziosi approfondimenti, il libro è nato ha detto la “iena ,dall’osservazione di come oggi le nostre città, i nostri quartieri siano cambiati. Alle sale bingo, si sono aggiunti – e spuntano come funghi – le sale gioco e un bar su due ormai ha uno spazio dedicato alle slot machine. Del resto videolottery, slot machine, gioco on line, “gratta e vinci” sono le punte di diamante di un’azienda del gioco che in Italia non solo non conosce crisi, ma che dalla crisi si alimenta. Un vero allarme sociale, insomma, che gli stessi Stati Uniti d’America, quella stessa America che vanta tra le sue città la capitale del gioco d’azzardo, Las Vegas, ci hanno recriminato: è il New York Times, infatti, a dirci che Pavia è la città con maggiore tasso di azzardopatia in Italia.

Il Servizio di Angela Anglani

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