Brindisi il palazzo della procura e quello del tribunale
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Finisce, almeno per il momento l’incubo giudiziario, di un 46enne rumeno, assolto dal tribunale di Brindisi in primo grado.

Accolta l’istanza dell’avvocato dell’uomo, Giuseppe Bagnulo, che aveva chiesto la completa assoluzione del suo assistito. Due anni e quattro mesi di reclusione invece la richiesta dell’accusa.

Esaminati gli atti processuali il giudice Ambrogio Colombo lo ha prosciolto dal reato di maltrattamenti continuati nei confronti non solo della sua compagna, ma anche della figlia di quest’ultima. Un contesto familiare descritto in un primo momento difficile e pieno di ombre, con le presunte violenze che l’uomo avrebbe reiterato ai danni della donna. Nella prima denuncia presentata alle forze dell’ordine si sarebbe anche ipotizzato che l’operaio avrebbe umiliato la sua fidanzata e la figlia apostrofandole in modo volgare, e quasi riducendole in uno stato di soggezione e schiavitù.

Circostanze queste che avevano portato ad un primo provvedimento di carcerazione per il 46enne. Quattro mesi: ammonta a tanto l’arco temporale nel quale il rumeno è stato costretto a rimanere dietro le sbarre. Nel febbraio scorso il suo avvocato di fiducia, Bagnulo, ottenne la liberazione , in attesa che del processo.

Durante questi mesi la tesi difensiva, anche con prove testimoniali, ha fatto emergere un contesto familiare diverso da quello ipotizzato nella prima fase dell’inchiesta, riducendo gli episodi di violenza tra la coppia, a normali liti tra conviventi. Da quanto appurato non ci sarebbe stato nulla contro la minore, figlia della donna, che aveva con l’uomo un rapporto normale, senza eccessi di nessun tipo. Una sequenza di fatti che è stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria da parte della difesa del 46enne: quest’ultimo ha sempre processato la sua innocenza davanti alle accuse a lui rivolte in sede di denuncia da parte della donna.

Una vicenda iniziata nel settembre del 2017, continuata con l’arresto dell’uomo poche settimane dopo, nel novembre dello stesso anno, e che si è conclusa nelle scorse ore, quando il giudice ha emesso la sentenza di primo grado, assolvendo l’operaio romeno da ogni addebito penale. Escluse le sue responsabilità sia in merito alle accuse di maltrattamenti, ma anche in riferimento al reato di lesioni.

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