Riciclaggio e ricettazione di orologi Rolex e Omega contraffatti: sei arresti da parte della GdF

Eseguite all'alba di oggi, martedì 17 aprile, da parte dei finazieri del comando provinciale di Brindisi, sei misure cautelari disposte dal gip del locale tribunale, nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli, nell'ambito dell'operazione Frankenstein.

guardia finanza
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Eseguite all’alba di oggi, martedì 17 aprile, da parte dei finazieri del comando provinciale di Brindisi, sei misure cautelari disposte dal gip del locale tribunale, nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli, nell’ambito dell’operazione Frankenstein.

L’ordinanza si fonda sulle risultanze di una complessa indagine svolta dalle fiamme gialle, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, che ha smascherato un gruppo di soggetti dediti al riciclaggio e ricettazione di orologi di prestigiosi brand internazionali contraffatti (Rolex ed Omega), che venivano successivamente commercializzati in tutta Italia ed anche in diversi Stati europei (Germania, Olanda, Belgio). Nove le persone coinvolte, sono state denunciate per aver agevolato la commissione dell’illecita condotta.

Le indagini hanno riguardato le province di Brindisi, Taranto, Bari, Napoli, Roma e Bologna. Gli accertamenti hanno permesso di smascherare un’attività illecita finalizzata all’alterazione, mediante assemblaggio e sostituzione, di pezzi non autentici con movimenti e parti originali i costosissimi orologi.

Sequestrati orologi Rolex (38) ed Omega nonchè casse, meccanismi, lancette, corone, card/garanzie, custodie e scatole, il tutto della casa orologiera elvetica. I preziosi, così assemblati, venivano corredati dai certificati di proprietà ed altri accessori tutti “contraffatti”, di ottima fattura, diffcilmente riconoscibili dai normali acquirenti truffati.

I preziosi venivano rivenduti da una oreficeria di Ostuni ad ignari clienti e/o ad altre imprese che a loro volta li immettevano sul mercato. Le attività sono finalizzate a quantificare il complessivo volume d’affari dei soggetti colpiti dalle misure cautelari nell’illecita commercializzazione dei preziosi, identificare i numerosi acquirenti, nonchè individuare ulteriori complici.

Gli arrestati
I pezzi venivano rivenduti da una oreficeria di Ostuni ad ignari clienti o ad altre imprese che a loro volta li immettevano sul mercato. Le attività sono finalizzate a quantificare il complessivo volume d’affari dei soggetti colpiti dalle misure cautelari nell’illecita commercializzazione dei preziosi, identificare i numerosi acquirenti, nonché individuare ulteriori complici. Gli arrestati sono: Giuseppe Pannofino di Ostuni (domiciliari), Egidio Saracino (di Taranto), Maurizio Uzzi di Taranto, Raffaele Caforio di Taranto, Maria Pastore di Taranto e Giuseppe Di Nocera di Napoli.

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