Denunciato in stato di libertà un operaio di Ostuni accusato di favoreggiamento personale

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L’ostunese P.A., di anni 42, incensurato, operaio, ritenuto responsabile dei delitti di favoreggiamento personale e plurimi delitti di falso, anche in atto pubblico, sia per aver agevolato la latitanza di Giovanni Basile, sia per aver concorso con costui ai fini della falsificazione di atti pubblici.

Di seguito il comunicato de Commissariato di Ostuni

Si comunica che a completamento dell’articolata attività investigativa, protrattasi per alcuni mesi e concretizzatasi il giorno 08 ottobre u.s. con la cattura e l’arresto del superlatitante BASILE Giovanni, personaggio di spicco della malavita ostunese, nella mattinata di ieri 21 ottobre u.s., personale di quest’Ufficio – all’esito di ulteriori elementi ed evidenze investigative scaturiti da una consistente serie di riscontri ed accertamenti che erano stati avviati anche sulla base del materiale trovato in possesso del predetto latitante al momento del suo arresto – ha formalmente denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, l’ostunese P.A., di anni 42, incensurato, operaio, ritenuto responsabile dei delitti di favoreggiamento personale e plurimi delitti di falso, anche in atto pubblico, sia per aver agevolato la latitanza del medesimo BASILE Giovanni, sia per aver concorso con costui ai fini della falsificazione di atti pubblici.

poliziaIn particolare, sin dal loro avvio, le indagini erano state orientate per un verso tese alla cattura del latitante, per altro verso ad individuare eventuali responsabilità ascrivibili a terzi soggetti, rei di aver fornito “appoggi” ed ausili al predetto pluripregiudicato così da avergli consentito di potersi sottrarre, per un così lungo tempo alle ricerche (circa tre anni). E’ necessario sottolineare che l’attenzione dei poliziotti, era stata attratta dalla circostanza che il malvivente, al momento della cattura, stranamente, era stato trovato sprovvisto di qualsivoglia documento d’identità.

     In estrema sintesi, l’attività integrativa eseguita in tal senso da questo Commissariato di P.S., d’intesa con l’A.G. (Sost. Proc. Dott.ssa Valeria FARINA Valaori), è consistita nell’audizione di numerose persone informate sui fatti, pedinamenti e appostamenti con conseguenti perquisizioni personali, locali e sequestri.

In particolare, va detto che sin dall’esordio delle indagini, era emerso che BASILE Giovanni era in circolazione, in Italia ed all’estero, essendo in possesso di carta d’identità falsificata. In primis, ci si è orientati allo scopo di individuare le generalità delle quali lo stesso si avvaleva per spaziare; ciò fatto, (tra non poche difficoltà e grazie al qualificato e prezioso ausilio del Dipartimento della P.S. – Direzione Centrale della Polizia Criminale -Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Interpol – Unità Nazionale Europol – SIRENE – 3° Divisione – 1° Sezione Catturandi), era stata avviata una silenziosa e discreta attività al fine di acquisire la documentazione anagrafica che era stata all’uopo efficacemente falsificata. Va aggiunto che nell’ambito di tale attività di ricostruzione, completata solo a seguito dell’avvenuto arresto di BASILE Giovanni, è emerso che il favoreggiatore P.A. si era addirittura prestato (come si vedrà) al punto di essersi presentato in questo Commissariato di P.S., in ben due circostanze, denunciando (falsamente) lo smarrimento di due differenti carte d’identità (la seconda delle quali già duplicato della prima), entrambe rilasciate dal Comune di Ostuni (rispettivamente, il 09.2.2011 e 04.01.2013).

I fatti. Sulla base di concreti riscontri ed evidenze investigative (era emerso che P.A, soli quattro giorni dopo l’arresto del latitante, aveva chiesto ed ottenuto dall’Anagrafe di Ostuni una nuova carta d’identità, mediante esibizione di denuncia di smarrimento della precedente), in mattinata, il presunto favoreggiatore P.A. è stato bloccato mentre era al suo posto di lavoro (operaio-muratore) e sottoposto dapprima a perquisizione personale, poi a perquisizioni domiciliari (nel corso delle quali, come si vedrà, è stato rinvenuto e sequestrato importante documentazione e materiale utile sia per il procedimento penale in corso, sia per l’avvio di nuovi filoni d’indagine); contemporaneamente, altre perquisizioni sono state operate in altre abitazioni e locali commerciali di pertinenza di soggetti “vicini” sia allo stesso P.A., sia a BASILE Giovanni.

Sin dal momento della perquisizione personale, i poliziotti hanno definitivamente raggiunto la convinzione di aver avuto un’ottima intuizione: P. A., nel suo portafogli, custodiva ben due carte d’identità, una rilasciata il 09.02.2011, l’altra il 12.10.2015 (quella che, come detto, era stata chiesta ed ottenuta soli quattro giorni dopo l’arresto di BASILE Giovanni).

A seguito di tale oggettivo riscontro, i conseguenti ed immediati approfondimenti hanno definitivamente reso possibile accertare e documentare, per tabula, le (ulteriori) responsabilità ascrivibili a BASILE Giovanni ed al suo favoreggiatore/correo P.A. Grazie a tali approfondimenti, costituiti dal sequestro di documentazione anagrafica ed acquisizione di false denunce di smarrimento di carte d’identità e falsificate richieste di nuovi documenti, è emerso che BASILE Giovanni, indubitabilmente, nel corso della sua latitanza si è servito di una carta d’identità che il Comune di Ostuni aveva rilasciato a P.A., contenente le esatte generalità di quest’ultimo (legittimo intestatario) ma la fotografia marcatamente somigliante al latitante BASILE Giovanni. Ovviamente, la fotografia in questione si presenta abilmente artefatta (verosimilmente con l’ausilio di un avanzato programma informatico), tanto da essere stata resa oltremodo somigliante ad entrambi i soggetti (P.A. e BASILE) e tale da riuscire a trarre in inganno gli impiegati comunali addetti all’Anagrafe. A tal guisa, nella foto il volto effigiato presenta alla base una sciarpa, evidentemente utilizzata per coprire, per quanto possibile, tratti distintivi di quella parte.

In conclusione, è emerso che P.A., in concomitanza con l’avvio della latitanza di BASILE Giovanni, nel mese di dicembre 2012, aveva denunciato lo smarrimento della sua carta d’identità (autentica, in ogni sua parte, che il Comune di Ostuni gli aveva rilasciato qualche anno prima). Poi, mediante esibizione di tale denuncia di smarrimento, nel mese di gennaio 2013 (pochi giorni prima che BASILE si desse “alla macchia”), aveva ottenuto dall’Anagrafe di Ostuni il documento di cui sopra, ossia quello contenente le esatte generalità di P.A., ma, sostanzialmente la fotografia (camuffata) di BASILE Giovanni in P.A.

Ebbene, ecco che soli quattro giorni dopo l’arresto di quest’ultimo, P.A. aveva richiesto all’anagrafe di Ostuni una nuova carta d’identità esibendo, guarda caso, la (falsa) denuncia di smarrimento della carta d’identità falsificata, denuncia di smarrimento da egli sporta in questo Commissariato di P.S. in tempi non sospetti (nel mese di agosto 2015, ossia in concomitanza con un periodo in cui personale di quest’Ufficio si era appositamente fatto notare nei pressi dell’abitazione ostunese di BASILE Giovanni.

Il resto, è stato definitivamente acclarato nei termini di cui all’introduzione del presente comunicato, nel senso che al momento della sua perquisizione personale, P.A. è stato trovato in possesso sia della carta d’identità rilasciatagli nel mese di febbraio 2001 (della quale aveva denunciato lo smarrimento), sia di quella ricevuta all’indomani dell’arresto di BASILE Giovanni, autentica in ogni parte, ottenuta con la falsa denuncia di smarrimento della carta d’identità falsificata (con foto “ambivalente”).

Le indagini, non sono affatto concluse: infatti, nell’abitazione di P.A., oltre ad ulteriori oggettivi riscontri atti a documentare i rapporti intercorrenti tra quest’ultimo e BASILE Giovanni (lettere che quest’ultimo aveva inviato al favoreggiatore, dal carcere, addirittura all’epoca di un suo precedente periodo di detenzione), è stato sequestrato altro materiale ritenuto di profondo interesse investigativo, costituito, tra l’altro, anche da altre missive e documenti che provano legami criminali tra lo stesso P.A., suo fratello (noto pregiudicato ostunese) ed importanti personaggi di spicco della criminalità organizzata mesagnese. Non si esclude, a breve, l’incriminazione di altri “favoreggiatori” e l’arresto di altro noto pregiudicato ostunese

In stretta sinergia col Dipartimento della P.S. – Interpol – Unità Nazionale Europol – SIRENE – 1° Sezione Catturandi, sono in corso ulteriori importanti accertamenti all’estero, le cui risultanze saranno presto messe in correlazione con la documentazione in sequestro, al fine di verificare la loro pertinenza anche con la verosimile ipotesi che BASILE Giovanni abbia perpetrato gravissimi delitti servendosi di false generalità (all’estero).

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