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Il comune di Ostuni contro le trivellazioni nel mar Adriatico, questa mattina il sindaco Gianfranco Coppola, in conferenza stampa ha proseguito con un secco no, la linea seguita dallo scorso 2007.

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Tutti uniti contro il petrolio in mare, una ideale grande catena umana, da Mola a Fasano: istituzioni, associazioni e cittadini dicono no in Puglia alle trivelle. Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha già risposto “ci sarò”, all’invito del sindaco di Polignano Domenico Vitto, a un incontro operativo, mercoledì 17 giugno, alle 10, nella sede comunale della città del sud barese. Per concordare iniziative istituzionali contro il decreto di compatibilità ambientale  concesso dal Ministero dell’Ambiente per prospezioni airgun al largo della costa da Mola, Polignano, Monopoli fino a Fasano, sono stati invitatati anche il presidente della Regione, parlamentari, i presidenti della città metropolitana e della Provincia di Brindisi, sindaci dei comuni interessati e di Bari, Carovigno e Ostuni.
“La decisione della Direzione VIA apre alle ricerche di idrocarburi nell’Adriatico pugliese”, fa presente Introna, che condivide “una convocazione quanto mai tempestiva e opportuna: è giusto fare squadra, coinvolgendo tutti nella battaglia a difesa delle nostre coste, minacciate dai progetti  delle Compagnie petrolifere e dalla chiara scelta di campo attuata dal Governo nazionale, in favore dell’opzione trivelle”, che si estende anche allo Ionio.
Il decreto di compatibilità ambientale concesso alla Northern Petroleum “è la naturale, allarmante conseguenza del Decreto Sblocca Italia che ha avocato al livello centrale le politiche energetiche”. Altro segnale della scelta Sì Triv dell’esecutivo Renzi è la recente richiesta governativa di escludere dagli ecoreati le prospezioni geosismiche in mare. Per Introna, “la giustificazione ufficiale dell’imminente adozione di una specifica disciplina di divieto è smentita dall’autorizzazione ministeriale appena sopraggiunta, che consente alla multinazionale inglese proprio l’impiego scellerato dell’airgun al largo delle coste da Mola a Fasano”. Una tecnica che la letteratura scientifica considera gravemente dannosa per l’ecosistema marino. Gli spari di aria compressa ad elevate atmosfere contro i fondali causano il disorientamento e la morte dei grandi cetacei”, aggiunge il presidente, ricordando lo spiaggiamento di sette capodogli sul Gargano a fine 2009.
In conclusione della nota inviata al sindaco di Polignano, Introna suggerisce di aprire l’incontro ai movimenti No Triv e ambientalisti, “che affiancano  da anni la politica e le amministrazioni locali, nella sfida per l’ambiente e i mari puliti, con la loro capacità di rappresentare i sentimenti di giustificata avversione dei nostri concittadini nei confronti di trivelle e petrolio”.

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