Vertenza Telcom verso la firma di un contratto di solidarietà.

Sciopero Telcom3
Sciopero Telcom3

Dopo lo sciopero generale dei giorni scorsi, azienda e sindacati cercano evitare il licenziamento di 65 unità è la firma di un contratto di solidarietà.

E’ ufficialmente in atto la procedura per la firma del contratto di solidarietà all’interno della “Telcom” di Ostuni. Fatturato in calo ed una crisi economica ancora lontana dall’essere definitivamente abbandonata, con le prospettive di ripresa del mercato che tardano a concretizzarsi: sono questi i fattori che nelle scorse settimane hanno portato una delle maggiori realtà produttive della città bianca ad aprire la seconda vertenza occupazionale in pochi anni. Così come già delineato nel giorno dello sciopero generale (10 febbbraio ndr), il primo storico all’interno degli stabilimenti della città bianca, l’obiettivo per evitare il licenziamento di 65 unità è la firma di un contratto di solidarietà. Sulla base di questo nei prossimi giorni la proprietà tornerà a discutere con le diverse rappresentanze sindacali che si sono interessate alla vicenda: Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Ugl Chimici. Un nuovo tavolo tecnico interlocutorio si è svolto lunedì 16 febbraio nella sede di Confindustria a Brindisi dove proprietà e sindacati hanno discusso sulle procedure da attuare in questa fase e sui tempi per la firma del contratto di solidarietà. Le rappresentanze sindacali sono comunque in attesa di essere nuovamente convocate: nella prossima occasione verranno valutate le istanze, già presentate all’azienda in merito al piano industriale predisposto per l’immediato futuro dalla stessa “Telcom”. Esaurito il limite massimo di utilizzo della cassa integrazione, come ammortizzatore sociale per garantire produzione ed occupazione, ora gli scenari per la storica realtà produttiva ostunese sembrano già delineati con un percorso che porterà alla firma del contratto di solidarietà, che prevede una riduzione delle ore lavorative e conseguentemente anche delle retribuzioni mensili. Una soluzione questa inevitabile al fine di mantenere l’occupazione in casi di crisi aziendale, come sta succedendo nello stabilimento della città bianca, e quindi evitare nuovi licenziamenti. Durante lo sciopero generale dello scorso 10 febbraio dipendenti della “Telcom”, insieme ai sindacati, e lo stesso proprietario Alfonso Casale, avevano raggiunto anche palazzo S. Francesco per chiedere un confronto con l’amministrazione comunale, avvenuto alla presenza del sindaco Gianfranco Coppola, per informarlo della nuova vertenza occupazionale e di alcune criticità presenti nella zona industriale di Ostuni, dove però, l’organo di gestione è il consorzio Asi.

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