Lungo l’intera giornata del 3 febbraio, Ostuni ha reso onore al suo Patrono e Protettore San Biagio.

Centinaia i fedeli che, con la complicità di un clima inaspettatamente mite, hanno raggiunto in pellegrinaggio i colli e partecipato alle celebrazioni che si sono svolte all’interno del santuario rupestre dedicato al Santo. Qui, come da tradizione, oltre alle tre funzioni religiose, si sono tenute le rituali benedizioni alla gola, su cui viene poggiata la sacra reliquia. Numerosissimi i fedeli che, giunti in pellegrinaggio per ricevere la benedizione, hanno passeggiato lungo i sentieri e sulle praterie delle colline ostunesi.

Due le funzioni che si sono tenute nella Concattedrale, alle 11 e alle 18, quest’ultima officiata da Monsignor Domenico Caliando, Arcivescovo della Diocesi Brindisi-Ostuni, assieme ai sacerdoti della Città bianca. In una basilica gremita di fedeli, si è svolta una cerimonia tradizionale e al tempo stesso attuale: diversi sono stati i momenti in cui gli officianti e gli intervenuti hanno fatto riferimento ai valori di accoglienza e solidarietà che la nostra società deve riservare, rispettando quelli che sono i fondamentali precetti cristiani, nei confronti degli stranieri, soprattutto quelli in fuga da guerre e condizioni di vita disperate.

«Anche quest’anno la comunità ostunese, sia cattolica che laica, ha dimostrato la sua particolare devozione nei confronti di San Biagio, raggiungendo l’impervia grotta e partecipando con trasporto alle celebrazioni programmate dalla vicaria ostunese e dall’amministrazione comunale, che ha assicurato il consueto servizio gratuito di trasporto pubblico verso i luoghi di culto in collina. Una macchina organizzativa complessa, quella che ogni anno si mette in moto per la festa di San Biagio, che è riuscita a garantire il sereno svolgimento di tutte le attività previste, anche grazie al lavoro di pulizia di strade e sentieri, che ha permesso il raggiungimento del santuario rupestre in maggiore sicurezza».

Il sindaco Coppola inoltre, grazie al supporto dell’ufficio lavori pubblici e della locale sezione ARIF, ha disposto la pulizia di arbusti e sterpaglia selvatica, per consentire ai mezzi di soccorso di avvicinarsi quanto più possibile al santuario rupestre.

Essenziale il costante supporto di chi ha garantito maggiore controllo e sicurezza, sia verso i tanti visitatori, che verso l’ambiente. Accanto ai Carabinieri Forestali al Corpo dei Vigili Urbani, hanno operato i volontari della divisione locale della Croce Rossa, del SER – Protezione Civile e gli operatori ecologici dell’Ati Gial Plast/Bianco Igiene.

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