Torre Pozzelle Raccolta Plastica (1)

Ogni mareggiata risputa sulle nostre spiagge tonnellate di plastiche che con il vento si insinuano anche tra la macchia mediterranea.

Uno dei problemi ambientali più sentito da tutte le nazioni del mondo è l’inquinamento delle plastiche nel mare. E questo problema si fa più sentire ancora di più in un mare chiuso come quello Adriatico. Ogni mareggiata risputa sulle nostre spiagge tonnellate di plastiche che con il vento si insinuano anche tra la macchia mediterranea.

Dopo le numerose mareggiate invernali la situazione attuale delle coste del basso adriatico è abbastanza desolante. Questo ha spinto Enzo Suma, guida naturalistica del territorio di Ostuni, a rimboccarsi le maniche e cercare un modo per ripulire uno dei tratti più interessanti della costa. Un semplice post su facebook che invita ad incontrarsi di domenica al parcheggio di Torre Pozzelle, armati di guanti e buste, per ripulire le calette e la macchia mediterranea.

Una cinquantina di persone rispondono all’appello e vengono raccolti numerosi sacchi pieni di plastiche. Importante la collaborazione con la Gialplast di Ostuni, favorita dall’assessore Luigi Nacci, per la raccolta dei sacchi. Nasce così l’idea di un nuovo modo di organizzare le raccolte collettive di rifiuti dalla costa. Nasce così un nuovo termine, il #plasticmob, coniato da Enzo Suma. Non è altro che un evento a chiamata, anche improvviso, per andare insieme a raccogliere le plastiche dalle nostre coste. Una mobilitazione cittadina per organizzare raccolte collettive. Nessun colore politico e nessuna associazione ambientalista. Si partecipa solo come persone, per una semplice questione di civiltà.

Un movimento di persone che ama la natura e che crede nella speranza che ancora qualcosa si possa salvare. E così, dopo un primo risultato incoraggiate, viene pubblicato da Enzo Suma un secondo invito per domenica scorsa nel primo pomeriggio. Una grande partecipazione, il doppio della settimana prima, un centinaio di persone che si incontrano per pulire le ultime calette di Torre Pozzelle. I tanti sacchi raccolti ci ricordano che nel nostro mare è presenta tanta, troppa plastica. Occorre imparare a ridurne l’utilizzo rinunciando ai prodotti usa e getta e ai cosmetici che contengono microplastiche. E occorre avere maggiore rispetto degli ambienti naturali. Ci vogliono pochissimi minuti per raccogliere un sacchetto di plastiche dalle nostre coste per poi conferirlo al centro di raccolta cittadino. Ma non è finita qui.

Nel frattempo iniziano a diffondersi altre iniziative, altri #plasticmob come quello organizzato da Domenico Pecere in località Pilone con i propri amici. Più si è e meglio è. Tanto più saranno i gruppi di persone che organizzeranno raccolte collettive tanto maggiore sarà la probabilità che il messaggio di tutela della natura si diffonda. Come ci ricorda Enzo Suma, il promotore del #plasticmob, non c’è molto tempo, bisogna agire adesso e rimboccarsi le maniche, per noi ma soprattutto per le generazioni future. Occorre armarsi di guanti e buste e far diventare le raccolte collettive delle pratiche da svolgere in maniera sempre più frequente.

E’ molto semplice. Basta lanciare una proposta con un post su facebook ai propri amici usando l’hashtag #plasticmob e se si crea anche un piccolo gruppo e la raccolta si concretizza occorre richiedere la collaborazione dell’impresa della propria città che raccoglie i rifiuti. Condividere le foto e i video fatti durante la raccolta serviranno a stimolare altre persone e rendere contagioso l’amore per la natura. Come sarebbe più bello il nostro mare se lo facessimo in tanti. Domenica prossima 27 gennaio Enzo Suma assicura una nuova mobilitazione per pulire un tratto diverso della costa ostunese. A breve saranno pubblicati i dettagli del prossimo invito sulla suo profilo facebook.

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