scuola infanzia Rodari

Per la sicurezza nelle scuole, la rappresentate del Popolo della Famiglia di Ostuni interviene sulla sicurezza nelle scuole della Città Bianca.

Riceviamo e pubblichiamo

Da due giorni il tetto di un’aula dell’edificio scolastico G. Rodari gronda acqua. La classe in questione composta da 20 bambini di età 5-6 anni è stata trasferita in un’altra aula e accorpata ad una classe di altri 20 bambini. Stamane una delegazione di genitori si è recata dalla dirigente scolastica, la dottoressa Federica Gennari, che aveva già avviato la procedura di segnalazione del disagio al Comune.

Successivamente i genitori si sono mossi presso gli uffici del Comune e hanno incontrato l’ingegnere addetto ai lavori pubblici e lo stesso sindaco che hanno assicurato l’intervento immediato di una ditta per ripristinare il danno. Nel giro di poche ore erano tutti a scuola: tutto questo intervento tempestivo, pieno di premura e attenzione è lodevole da parte di tutti, ma sarebbe altrettanto lodevole non arrivare a questo punto; altrettanto lodevole non aspettare un danno, un allagamento, un crollo per muoversi. Oltretutto risulta che a luglio 2018 siano stati svolti alcuni lavori di manutenzione e che il danno risulti proprio dal distaccamento della guaina installata in quella data.

L’ingegnere ha disposto, inoltre, che venga fatto un controllo dello stato del solaio. L’aula pertanto non potrà essere utilizzata e i bambini ruoteranno a turno nelle altre sezioni che li accoglieranno per due settimane. Il Popolo della Famiglia di Ostuni con la referente locale, la dottoressa Caterina Andriola, pone alcune domande all’amministrazione, ai cittadini e ai genitori: “Quante sono sicure le nostre scuole? Lo sappiamo che in Italia 3 scuole su 4 non hanno l’agibilità? Lo sappiamo che in Italia c’è un crollo di una scuola ogni 4 giorni? E che il Sud in Italia investe poco in manutenzione? Quanto c’informiamo e stiamo attenti a quello che ci accade attorno? Quanto preferiamo delegare e non fare domande? Il DOVERE delle istituzioni è assicurare un buon funzionamento dei servizi in tutta SICUREZZA e TRASPARENZA; il DIRITTO di noi utenti, dal momento che paghiamo le tasse, è assicurarci che le cose funzionino come dovrebbero“.

La referente chiude dicendo – “Siamo tutti complici: basterebbe che ognuno facesse il suo senza aspettare il danno per intervenire o il momento propizio per poter fare una buona figura. Buon lavoro a tutti“.

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