Il responsabile delle politiche per la salute di Brindisi e Taranto della Cisl, Giuseppe Lacorte, interviene sull’attuale situazione dell’ospedale di Ostuni, tra criticità e attese per nuovi investimenti.

“Nessuno alla CISL ha dimenticato il torto che ha subito il territorio brindisino con l’ultimo Riordino della Rete ospedaliera e di sicuro nessuno dimentica che uno dei Presidi più penalizzati in termini di tagli di servizi è stato proprio quello di Ostuni, oggi ripensato “Presidio di base rinforzato”, nonostante le eccellenti professionalità presenti al suo interno che hanno permesso secondo un recente rapporto dell’ARES (Agenzia Regionale Sanitaria), di ottenere il miglior risultato tra tutti gli ospedali di Puglia per quanto riguarda i “costi standard”.

Nei fatti il Presidio di Ostuni, per alcune patologie è diventato un polo attrattivo che ha creato un incremento significativo della mobilità attiva in contrapposizione a quello che accade normalmente negli altri ospedali di Puglia e di tutto il sud Italia.

Non v’è dubbio che la Direzione Generale della ASL BR nutra un interesse nel potenziamento logistico della struttura, ha già consegnato un nuovo PS è un reparto di Pneumologia e si appresta a fare anche altro, ma le valutazioni ultime le faremo a fine gennaio quando l’impegno temporale assunto dal Direttore Generale nel consegnare le opere promesse, si sarà concretizzato.

Tra questi l’aumento di 10 posti letto alla Pneumologia, la ristrutturazione dei locali dell’ex Pronto Soccorso che ospiterà il nuovo Centro prelievi, nonché l’apertura del nuovo servizio di screening senologico, che a detta di molti sarà una struttura all’avanguardia degna di un ospedale HUB (massimo di eccellenza specialistica).

In alto mare l’apertura del prezioso reparto di Lungodegenza a causa del mancato completamento della “nuova piastra”. Qui la partita è nelle mani della Regione Puglia alla quale è stato affidato il progetto di fattibilità per la conclusione dei lavori che comporta un ulteriore piano di spesa di 8 milioni di euro.

Ovviamente ad oggi tutto tace e quel che è peggio, irreale e vergognoso che la rappresentanza politica del territorio brindisino non è in grado di far valere le legittime aspettative di sicurezza e di sviluppo sanitario nel territorio. Una classe politica attenta ai bisogni della propria gente, non solo si indigna, ma con fermezza e passione fa valere le giuste ragioni e si adopera per reperire le risorse finanziarie necessarie a preservare i diritti.

È chiaro a me, ed a tutti, che i continui rimpalli delle responsabilità di questa triste vicenda, gridano vendetta. Al netto di queste ultime considerazioni e dei problemi logistici evidenziati, ancora più gravi sono le criticità numeriche del personale, sopratutto medico, che costringe a inefficienze e rallentamenti nella pratica clinica.

Anche in questo l’impegno della Direzione Generale nel cercare di reperire risorse umane è indiscutibile. Sono stati banditi concorsi e avvisi ma con scarsi risultati perché alcune categorie mediche sono irreperibili a causa del numero chiuso delle università e perché in molti preferiscono fare scelte lavorative che vanno nella direzione dei contratti in convenzione e quindi dell’impegno nel privato.

Purtroppo in questi giorni la situazione nel Presidio ostunese si è oltremodo acuita, infatti: la chirurgia ha sospeso i ricoveri pomeridiani e notturni per l’impossibilità di operare e le poche unità mediche rimanenti sono costrette a turni di lavoro massacranti. Qui, al fine di trovare il bandolo della matassa, è stata affidata la responsabilità della gestione al Dr. Giuseppe Manca, in aggiunta a quella della U.O.C. di Chirurgia generale del Presidio Perrino; La carenza dei Cardiologi e dei Radiologi provoca continuamente il ridimensionamento delle attività nei rispettivi servizi;

L’esigua presenza degli Anestesisti crea difficoltà di gestione del blocco operatorio e i pochi garantiscono la continuità del servizio con continui straordinari in regime di “prestazioni aggiuntive, anche a discapito della loro stessa salute; Gli Ortopedici non di rado, vengono costretti a turni di servizio e reperibilità presso il PO di Francavilla F.na, scoprendo quello di Ostuni.

Il quadro è questo, è molto preoccupante e il rischio di non riuscire a garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), nonché quello di vanificare il buon lavoro fatto finora, è concreto.
Insomma la regola che “squadra che vince non si cambia” in questo Presidio sembra essere di difficile attuazione”.

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