villa nazareth
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un paziente che è stato ospite a Villa Nazareth il centro polivalente di Ostuni.

Buongiorno Direttore,
come saprà, giovedì scorso mio marito ed io siamo ritornati ad Ostuni da Milano per prelevare mia Madre, che era giunta alla fine della sua riabilitazione presso Villa Nazareth, dopo il malaugurato incidente occorsole all’inizio della sua vacanza presso il Grand’Hotel di Rosamarina.

La frattura del femore di una paziente ultraottantenne, cardiopatica e diabetica come mia Madre può rivelarsi un evento molto critico, data l’elevata possibilità di insorgenza di complicazioni postoperatorie.

Avendole per fortuna scongiurate nei giorni successivi all’intervento presso l’Ospedale di Ostuni, ci si è posto il problema di trovare una struttura che ci garantisse un adeguato percorso di riabilitazione.
Si trattava di rimetterla in piedi in tempi rapidi, seppur tenendo conto della fragilità del soggetto.

Le dimissioni dall’ospedale disposte – inderogabilmente – il giorno prima di ferragosto non hanno facilitato la nostra scelta. Ci siamo pertanto avvicinati alla vostra struttura con tutti i legittimi interrogativi del caso, pur rassicurati dalle ottime referenze che ci erano state fornite da amici e conoscenti del circondario, in alcuni casi professionisti del settore medico.
Ed abbiamo scoperto – sin dai primi giorni a Villa Nazareth – un’oasi di efficienza e professionalità che ha superato le nostre aspettative.

Una struttura bella, pulita, curata nei minimi dettagli e dotata di personale gentile ed efficiente sia di giorno che di notte. Tanto che – quando alla fine del mese di agosto mio marito ed io abbiamo dovuto fare rientro a Milano – lasciando la Mamma a mille km di distanza da sola presso di voi – l’abbiamo fatto senza particolari preoccupazioni, perché noi (e, ancora più importante, lei stessa!) avevamo la consapevolezza che sarebbe stata trattata con le cure che ogni figlio devoto si aspetta ed auspica per il proprio genitore.
E questo è proprio quello che è accaduto…

Tutto il vostro personale è meritevole di una nota di sincero apprezzamento, ma la Mamma mi ha raccomandato di spendere una parola in più per la vostra fisioterapista Madia, che con le sue cure quotidiane, amorevoli e non solo professionali, l’ha letteralmente rimessa in piedi, consentendole di lasciare Villa Nazareth sulle sue gambe, a differenza di come ci era entrata un paio di mesi prima.

Un’ultima considerazione, questa volta non da figlia ma da pugliese che – pur felicemente trapiantata stabilmente a Milano da quasi trent’anni – ha mantenuto un viscerale attaccamento alle proprie radici: in un Paese sempre più intollerante ed incline a cadere nella facile trappola della demagogia e dei luoghi comuni, imbattersi in un esempio nel Mezzogiorno virtuoso e di eccellenza come Villa Nazareth è rassicurante.

Ed è anche una bella soddisfazione sentirsi dire da una paziente che è abituata ad una struttura come il San Raffaele di Milano (presso cui operano gli specialisti di fiducia di mia Madre), che “allora forse non è vero che le eccellenze della sanità lombarda sono un caso isolato e non replicabile al Sud”. È un complimento che Villa Nazareth merita e che pertanto le riporto con piacere, perché appartiene a tutti voi. Lo consideri uno stimolo a proseguire nella direzione intrapresa.
Ancora grazie, di cuore davvero, buon lavoro e ad maiora!

Elvira Patittoni

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