Ieri la tappa in Valle d’Itria, prima di raggiungere il tacco d’Italia, a Santa Maria di Leuca. Poi risalirà verso lo Jonio, dove raggiungerà Napoli: qui il primo imbarco con destinazione la Colombia.

«La Puglia? Una meravigliosa terra d’accoglienza». 81 anni e non sentirli. Tre euro in tasca ogni giorno. Non di più. Quanto basta per fronteggiare eventuali emergenza: alle esigenze quotidiane, spesso, ci pensano le comunità che ospitano il suo tour infinito, iniziato il primo gennaio del 2000 dalle Isole Canarie, e che terminerà a Pechino: è qui che Janus River vuole chiudere il suo giro del mondo. Ancora, dalle sue previsioni, ci vorranno almeno altri 10 anni di lungo e faticoso percorso.

Ieri la tappa in Valle d’Itria, prima di raggiungere il tacco d’Italia, a Santa Maria di Leuca. Poi risalirà verso lo Jonio, dove raggiungerà Napoli: qui il primo imbarco con destinazione la Colombia, su una bananiera (imbarcazione per trasporto banane), per visitare il Sud America. E poi dalla Patagonia, fino all’ Austrialia, per giungere in Cina, la tappa finale del suo tour, che vorrebbe finire nel 2028, all’età di 92 anni. Sono 154 le nazioni che fino a questo momento River ha visitato: la Penisola italiana apprezzata ad ogni latitudine. Dal Brennero a Molise, ed ora la tappa nel Salento, dove i comuni delle province di Brindisi, Taranto e Lecce, stanno conoscendo la sua storia. I suoi racconti, tra le paure del continente africano ed il freddo del Nord Europa. Ogni sua parola, espressione, è ricca di pathos, come le esperienze più forti che ha dovuto affrontare in questo infinito viaggio.

«Sono i bambini di scuola elementare che spesso vogliono conoscere le mie narrazioni. Ed io sono ben lieto di soddisfare ogni loro curiosità». Janus è ormai un cittadino italiano di adozione, da quando sul finire degli anni 70’ decise di trasferirsi a Roma, pochi mesi dopo l’elezione di Papa Giovanni XXIII, il suo connazionale Karol Woytila. Qui, nella Capitale, è diventato un impresario nel mondo dello sport e dello spettacolo, curando l’organizzazione di eventi anche di caratura internazionale. All’inizio del nuovo secolo, dopo aver venduto tutto, l’improvvisa decisione di cambiare vita.

Un’evoluzione del suo percorso naturale dell’esistenza terrena, che diventa una sfida, che per certi versi, sa anche d’impresa sportiva dei vecchi tempi. C’è un solo compagno di avventura in questo giro del mondo in bici per Janus: il suo sacco a pelo. «Mi hanno offerto ospitalità anche in alberghi di lusso: ma preferiscono ogni notte, riposarmi lì. A terra. Non dormo in un letto da 17 anni. In questo viaggio sto trovando la collaborazione di alcune associazioni come Federlberghi, Coldiretti, e di praticamente tutti gli amministratori delle città in cui arrivo. Ogni tappa diventa un’emozione anche per me nel conoscere posti nuovi e diversi. Conservo – spiega Janus- sempre la soddisfazione di sentirmi dire, in ogni parte del mondo, che l’Italia è di una ricchezza infinita storica, culturale, ma anche nella cucina».

In questi giro del mondo l’allegro 81enne, ora, sta scoprendo la Puglia. Ieri è stato accolto dall’assessore allo sport del comune di Ostuni Mariella Monopoli. «E’ sicuramente una delle Regioni che mi ha regalato un affetto indescrivibile. Sono davvero grato alla gente di Puglia, per il suo calore, la sua cordialità, ed anche la curiosità nel conoscere la mia storia. Fino all’arrivo in Cina, i pugliesi avranno sempre un posto speciale nel mio cuore».

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