Tutti i sindaci delle città pugliesi insignite del vessillo delle Cinque Vele Legambiente si sono dati appuntamento nella mattinata di oggi, giovedì 26 luglio, presso Lama Monachile a Polignano a Mare per protestare contro i finanziamenti ai progetti di ricerca ed estrazione degli idrocarburi.

Su invito di Legambiente i sindaci hanno dato vita al flash mob #NoOil – Stop alle trivelle, brandendo lo striscione con lo slogan davanti ad uno degli scorci marini più suggestivi d’Italia. Sullo sfondo anche Goletta Verde, l’imbarcazione che a Polignano ha trascorso tre giornate per lavorare come di consueto sull’analisi delle acque di balneazione. Presente al fianco dei sindaci di Puglia, il governatore Michele Emiliano e il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, uniti per contrastare le invasive idrospezioni avviate e da avviare negli oltre 120mila chilometri quadrati che fronteggiano l’Adriatico.

«In questa tappa – ha spiegato il Presidente Ciafani – presentiamo le trivellazioni operate da Eni, la principale compagnia energetica italiana a prevalente capitale pubblico, chiedendo al Governo di indirizzare le scelte del gruppo. Come dimostriamo nel dossier appena pubblicato, Eni continua a investire su petrolio e gas, mentre bisogna riorientare le scelte aziendali sull’energie verdi e rinnovabili. Il dibattito nazionale va incentrato su questa urgenza, piuttosto che su una serie di questioni, sicuramente importanti, che sono però la diretta conseguenza di scelte che non garantiscono la salvaguardia ambientale».

«Da molto prima di rivestire i panni di primo cittadino – ha dichiarato il Sindaco Coppola – porto avanti con caparbia la protesta contro la ricerca e l’estrazione di petrolio in mare. Le piattaforme rappresentano un rischio enorme per la qualità ambientale e per l’incolumità dei cittadini e della fauna marina. Da amante del mare e della pesca, so per certo che le prospezioni di ricerca eseguite con la tecnica dell’airgun provocano danni irreparabili al delicato ecosistema marino, con conseguenti danni all’economia e al turismo. Non possiamo permettere che le scellerate scelte operate dal Governo centrale negli anni passati, vengano avallate dai rappresentanti attuali, sappiamo che l’Italia è l’ottavo Paese in Europa per finanziamenti all’estrazione delle energie fossili e questo è inaccettabile. Che i soldi dei contribuenti italiani finiscano nelle tasche di Eni per alimentare un ciclo produttivo che va assolutamente superato mi fa rabbia, ma non è questo l’unico motivo che mi spinge a protestare contro Eni. La società infatti tempo fa, di fronte alla proposta di cessione di una porzione di suolo corrispondente alla stazione di servizio situata sulla SS16, ha risposto con un secco e incomprensibile diniego, non lasciando alcuno spazio alla mediazione. Questo mi amareggia perché il motivo della richiesta avanzata dalla mia amministrazione è riconducibile alla sicurezza stradale, in quanto sarebbe nostra intenzione realizzare in quel punto una rotatoria che agevoli l’attraversamento di un incrocio in cui convergono quattro strade».

 

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