Il consigliere Tanzarella interviene sull’accesso a rosa Marina dei ciclisti

Ho appreso in occasione dell’avvento di questa stagione estiva che vi sono state delle lamentele da parte di numerosi ciclisti che si sono visti precludere l’accesso al comprensorio di Rosa Marina sulla scorta della natura asseritamente privata della viabilità interna alla lottizzazione.

Ritengo che, ove tale scelta sia stata deliberatamente assunta da parte del Consorzio di Rosa Marina, il quale, di fatto, gestisce la viabilità a mezzo del servizio di guardania, sia di buon senso rivederla alla luce della circostanza che la collettività subisce già gravi pregiudizi derivanti dalla preclusione di una grossa fascia di litorale alla sua libera fruibilità.

E’ evidente, infatti, che il solo accesso pedonale tramite le sbarre impiantate presso gli accessi del comprensorio non garantisce a tutti i cittadini di raggiungere la linea demaniale di costa, bene pubblico la cui fruizione libera ed indiscriminata non può essere oggetto di privazione alcuna.

E’ indiscutibile, infatti, come la distanza dal mare rispetto agli accessi controllati rappresenti un pesante deterrente per tutti coloro i quali non siano in condizione di percorrere strada a piedi (anziani, diversamente abili, ecc.).

Non solo, la mancanza di arterie secondarie alternative alla viabilità interna di Rosa Marina obbligano tutti coloro i quali intendano percorrere in direzione sud la costa a dover utilizzare la SS379 proprio in corrispondenza del villaggio di Rosa Marina, con evidente disagio per coloro i quali, come i ciclisti, non sono autorizzati ad utilizzare le arterie principali.

Del resto, sino alla scorsa stagione estiva, che mi risulti, non vi era alcuna disposizione da parte del Consorzio in ordine al divieto di accedere al villaggio di Rosa Marina a mezzo delle biciclette, rappresentando tale scelta una chiara ed apprezzabile manifestazione di buon senso e senso civico.

Allo stesso tempo, mi corre l’obbligo di ricordare come l’inattuata convenzione stipulata a suo tempo dai lottizzanti e l’amministrazione comunale preveda la cessione della viabilità interna al Comune di Ostuni, il quale dovrebbe provvedere alla sua gestione e, di conseguenza, renderne la fruizione libera nei confronti della collettività tutta.

Sarebbe il caso, perciò, che l’amministrazione si facesse carico di tale problematica, cercando di trovare delle soluzioni tecnico-urbanistiche affinchè il rilevante tratto di costa venga restituito alla cittadinanza, anche tenendo presente che in passato vi sono stati numerosi tentativi da parte del Comune di Ostuni puntualmente stoppati dal ricorso di proprietari e consorziati alla giustizia amministrativa.

In altri termini, occorre riavvicinare quel tratto di litorale alla sua comunità di riferimento, in linea con lo spirito e la ratio della convenzione urbanistica, evitando ulteriori contegni che lo facciano apparire una sorta di Principato indipendente.

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