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Francesco Pecere ricorda Tonino La Centra: “Oggi tutti noi possiamo ricordare la storia del calcio ostunese grazie alla passione di un grande uomo”.

Tonino La Centra si appassionò al calcio grazie ad un ufficiale polacco, calciatore professionista, che lo salvò da morte sicura somministrandogli una penicillina (all’epoca non commercia-lizzata al sud Italia) e dopo averlo guarito gli regalò un pallone da calcio. Era il 1945, l’anno in cui per la prima volta la società di calcio della Città Bianca prese il nome di Ostuni Sport. In quei tempi il calcio era l’unica alternativa al lavoro di tutti i giorni e le tribune dello stadio comunale erano sempre insufficienti ad accogliere i tifosi i numerosi tifosi.

Erano gli anni in cui raccontare una gara di calcio era davvero un’impresa. La classica radiolina compagna fedele sulle tribune degli stadi era riservata al campionato di serie A e per conoscere i risultati dei campionati minori bisognava, spesso, attendere il lunedì mattina leggendo le pagine della Gazzetta.

Tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta un gruppo di amici animati dalla passione per il calcio decise di mettere su una vera e propria redazione sportiva.

Gianni Cellie piazzava la sua fidata telecamera e Tonino La Centra con il microfono raccontava la gara. Non ho vissuto direttamente quegli anni, ma ho avuto la fortuna di conoscere questa storia attraverso i racconti di Tonino La Centra e dell’amico Flavio Cellie figlio del compianto Gianni.

Tonino e Gianni hanno avuto la fortuna di seguire gli anni migliori del calcio ostunese. Gli anni della serie D con la promozione tra i professionisti sfiorata per un soffio.

Per raccogliere i risultati degli altri campi molto spesso bisognava chiamare la stazione dei Carabinieri del luogo che tramite ricetrasmittente raccoglieva il risultato parziale e finale della gara comunicandolo a chi dall’altro capo del telefono era pronto a diffonderlo ala tifoseria.

Ricordo, questo sì, il profumo della sansa mischiata alla breccia che costituiva il terreno di gioco del glorioso Comunale.

Ricordo le tribune in tubi innocenti che tremavano sotto il peso degli oltre duemila spettatori che ogni domenica vibravano per i colori gialloblù.

Queste le emozioni che Tonino ci ha raccontato e tanti i segreti che ci ha insegnato.  Tonino non era iscritto all’albo dei giornalisti, ma per l’esperienza maturata questo titolo se lo era meritato sul campo.  Qualche anno fa lo incontrai nella sala studio della Biblioteca Comunale. I dipendenti mi dissero che, ormai da mesi, Tonino era un ospite fisso.  Setacciava decine e decine di giornali de secolo scorso alla ricerca di notizie sull’Ostuni Sport.

Mi confermò che stava lavorando ad una raccolta di articoli che costituissero la storia del calcio ostunese dalla fondazione fino ai giorni nostri. Gli brillavano gli occhi… Quando diede alle stampe la pubblicazione me ne donò una copia che conservo gelosamente.  Ogni domenica era in campo per immortalare le azioni più importanti della gara. Un giorno gli chiesi a cosa gli sarebbero servite quelle foto. Sembrò quasi offeso dalla mia domanda e mi disse: “Serviranno per il prossimo libro”.

Hai ragione Tonino serviranno per raccontare ai nostri figli che fortunatamente c’è chi segue la propria passione e la mette avanti ad ogni altra cosa.  Oggi tutti noi possiamo ricordare la storia del calcio ostunese grazie alla passione di un grande uomo. Grazie caro Tonino per quello che ci hai insegnato e per l’eredità che ci hai lasciato… Ne faremo tesoro.

Francesco Pecere

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