Ostuni alto
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Nuovo contenzioso alle porte tra l’amministrazione della Città bianca e coloro i quali avevano un immobile all’interno della lottizzazione in contrada Lamasanta, lungo il litorale sud di Ostuni. I consorziati, infatti, si sono rivolti al Tar per chiedere l’annullamento della delibera di giunta comunale del 18 dicembre scorso “Approvazione Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”, con la quale l’esecutivo guidato dal sindaco Gianfranco Coppola ha disposto quali fossero i beni di proprietà dell’ Ente da dismettere attraverso la vendita.

Tra questi, oltre all’ attuale sede dei vigili urbani, Palazzo Cenci-Tanzarella ed altre diverse strutture fuori dal centro abitato, anche il villaggio confiscato, ormai da anni a pochi passi dal mare, per il quale è stato fissata come primo valore di stima 282mila euro. L’esistenza ancora di contenziosi in atto, tra il comune di Ostuni ed i vecchi proprietari, è la motivazione per il quale – secondo il consorzio “Eco Sport” – quella delibera non può considerarsi legittima. Di qui l’istanza rivolta al Tar. Ed ora l’esecutivo della Città bianca ha approvato una nuova delibera con la quale ha deciso di costituirsi in giudizio. Nei prossimi giorni sarà fissata la data della prima udienza.

Lottizzazione di zona sottoposta a vincolo paesaggistico, realizzazione di opere di urbanizzazione e di costruzione abusiva insistenti sui singoli lotti senza la prescritta autorizzazione, effettuazione di opere di lottizzazione priva di nulla osta della Regione Puglia”: sono questi i reati che hanno portato alla confisca, al termine di un lungo procedimento, del villaggio sulla costa. Di qui l’acquisizione al patrimonio del comune di Ostuni, che ora ha deciso di mettere in vendita l’intera area, avente destinazione urbanistica a “Zona agricola E3-Zona soggetta a PIRT” (Piano di interventi di recupero territoriale).

Intanto in quegli spazi, tra bungalow e miniappartamenti c’è una situazione di degrado. In quello che resta delle piccole abitazioni- realizzate dai proprietari in modo abusivo secondo l’autorità giudiziaria- ci sono ancora utensili e arredi, ormai però in totale stato di abbandono. Nell’ottobre scorso un vasto incendio accidentale procurò non pochi danni all’interno della stessa lottizzazione confiscata. Operazioni che andarono avanti per ore nei pressi di Costa Merlata da parte dei vigili del fuoco: la presenza di sterpaglie in questi luoghi abbandonati rischiava di facilitare lo sviluppo del rogo in più punti. Secondo gli inquirenti ad innescare le fiamme fu il surriscaldamento del vano motore di una roulotte parcheggiata ormai da tempo tra i bungalow, nei sentieri del villaggio. Dopo quella circostanza ci fu una polemica a distanza tra la cooperativa Eco Sport ed il comune.

I proprietari annunciarono la volontà di individuare un articolato piano di recupero della zona, «per ricercare la migliore soluzione possibile per tutti, naturalmente nella cornice di ciò che è possibile legalmente pianificare e realizzare». Ipotesi non condivisa dall’amministrazione comunale, per la quale «Non è possibile riacquisire un qualcosa che è totalmente abusivo, come dimostrato delle sentenze».

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