Domenico Tanzarella
Domenico Tanzarella

«Basta perdere tempo. Qui c’è il rischio di perdere il finanziamento e far saltare l’opera». Così l’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella commenta la querelle in atto.

«Basta perdere tempo. Qui c’è il rischio di perdere il finanziamento e far saltare l’opera». Così l’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella commenta la querelle in atto tra l’amministrazione comunale della Città bianca e l’Acquedotto Pugliese, per la realizzazione dell’impianto fognario al Pilone. Il consigliere comunale dell’area socialista ripercorre le tappe che hanno portato alla scelta di questa ubicazione.

«Mi preme sottolineare anche a qualche parlamentare che conoscendo male o poco le carte, adombrando chissà quali elementi poco chiari nella procedura che ha riguardato la progettazione e l’approvazione di questa opera pubblica, che la stessa- attacca Tanzarella – ha conseguito tutti i pareri possibili di ogni organo deputato ad esprimere, anche attraverso più conferenze di servizi. L’iter in Regione è stato approvato con l’allora assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente che certamente non era persona disattenta e distratta e con l’assessorato ai lavori pubblici». Un’area, quella espropriata e individuata da Aqp come sito per allocare l’impianto al Pilone, dove in passato in più circostanze si sono verificati abbandoni di rifiuti.

«In questa vicenda prevalgono interessi privati a discapito dell’interesse pubblico. Comitato e consorzio e altri soggetti che si oppongono all’opera pubblica, non sono riusciti mai ad ottenere mai una sospensiva o sentenza favorevole dal Tar e dal consiglio di Stato. Questo la dice lunga sulla correttezza, bontà del procedimento e sul rispetto delle norme. Non altrettanto accade da anni, da quando l’attuale amministrazione – dichiara Domenico Tanzarella- per ottemperare agli impegni assunti in campagna elettorale di sostenitori e candidati ha cercato di porre freno alla realizzazione di questa opera pubblica. Sono arrivati, ad iniziare dal sindaco anche a rimangiarsi quanto deliberato, come il provvedimento del luglio scorso: al peggio non c’è mai limite».

Il vicepresidente della Provincia non entra nel merito dell’idea progettuale alternativa proposta dal Comune negli ultimi giorni. «L’ipotesi a Lido Stella , altra zona vicino ad una spiaggia, lascia il tempo che trova. E’ grave invece, che continuano a perseguire una strada senza uscita, che manifesta solo un interesse di natura politica e per fini privatistici. Non vorrei essere costretto a segnalare tutto alla Corte dei conti ed alla procura della repubblica: si sta esagerando contro gli interessi collettivi di questa comunità. Inoltre- conclude Tanzarella- qualora Aqp oggi modificasse l’ubicazione porterò avanti una richiesta di azione risarcitoria nei confronti dello stesso ente, per aver risposto negativamente in passato, e quindi avere messo in condizione la mia amministrazione di subire attacchi spropositati, per una scelta fatta solo dall’ Acquedotto Pugliese».

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