Via Traiana Alluvione 3
Via Traiana Alluvione 3

A distanza di 12 mesi, dal quel maledetto 10 settembre 2016, alcune strade di campagne risultano ancora non percorribili.

Una conta dei danni ancora incerta. Si fa faticare a dimenticare quelle immagini e la forza di piogge torrenziali che devastarono muri strade, ponticelli. A distanza di 12 mesi, dal quel maledetto 10 settembre 2016, alcune strade di campagne risultano ancora non percorribili. Parte della Via Traiana è ancora divisa in due, da quando la forza dell’acqua distrusse parte dell’asfalto, ceduto di schianto durante l’alluvione. Difficoltà per gli operatori e per le aziende agricole della Città bianca che ancora son ben evidenti in alcuni punti, tra cui Santa Maria D’agnano, strada comunale Locopagliaro, Casalini – Spagnulo, Casamatrona.

Protestano dalla Cia; chiedono certezze  numerosi agricoltori, anche per l’imminente campagna olivicola. Intanto sono stai approvati i primi progetti da parte del comune di Ostuni. Con il finanziamento di 100 mila, dove la Città bianca aveva candidato un progetto preliminare per “lavori di ripristino della funzionalità idrica della rete naturale di deflusso delle acque meteoriche”, ci saranno interventi sui torrenti di Trappeto Nuovo, Morrone – Casalini, Malandrino. Almeno altri 200 mila euro sono stati stanziati per interventi  mirati anche ripristinare aree del territorio agrario, distrutte dalla forza dell’acqua durante le piogge torrenziali del settembre 2016, che colpirono maggiormente la zona di Santa Maria d’Agnano, ma anche lungo la provinciale per Rosa Marina e Torre pozzelle.

Il governo nel dicembre 2016 aveva riconosciuto lo stato di calamità dopo l’alluvione dello scorso 10 settembre che ha colpito l’area Nord della Provincia di Brindisi, con gravi danni soprattutto a Ostuni. Esaminata la proposta avanzata dalla regione Puglia, il ministero delle politiche agricole ha dichiarato «l’esistenza del  carattere di  eccezionalità degli eventi calamitosi». Ristori per gli agricoltori però ancora non giunti, con parecchi piccoli imprenditori che avrebbe chiamato in cause, anche attraverso diffide il consorzio dell’arneo.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...