Un rischio isolamento che si fa sempre più concreto. Alle difficoltà logistiche ora si uniscono anche norme e procedure che mettono a dura prova la stessa sopravvivenza del porto di Villanova.

Quella che lamentano diversi diportisti nelle ultime settimane è l’impossibilità di fare rifornimento di carburante con mezzi privati alle loro imbarcazioni, spesso anche di grandi dimensioni o a yacht, costringendo a virare verso Polignano o il porto di Brindisi. Non sono pochi i casi emersi nelle ultime settimane che hanno danneggiato anche l’economia della zona, impedendo anche ad alcuni turisti di giungere nel porticciolo della Città bianca, e fermarsi qui per alcuni giorni. Il riferimento normativo è all’ordinanza della capitaneria di porto che disciplina le operazioni di rifornimento con mezzi privati delle imbarcazioni.

«Per quanto ho potuto apprendere –dichiara al Nuovo Quotidiano di Puglia  l’assessore al turismo ed al marketing territoriale Vittorio Carparelli- è stato impedito ad autobotti e cisterne di scaricare gasolio. Nessuno vuole contravvenire alla legge, questo è doveroso precisarlo, ma così c’è il rischio che il porto di Villanova, possa definitivamente morire». Sono diversi i disagi per i turisti che avevano scelto Ostuni per le loro vacanze, ma anche per gli stessi proprietari di imbarcazioni della Città bianca o chi ha il proprio mezzo a Villanova. «Il problema è accentuato per il gasolio, ma ci sono difficoltà anche per chi utilizza la benzina. In questo caso, poi, spesso tra i privati il rifornimento, per la stessa benzina, avviene attraverso delle latte, e dal punto di vista della sicurezza- spiega Carparelli- lo reputo ancora più pericoloso. Di qui credo la necessità di risolvere in tempi ristretti la questione» .

Un ‘assenza di servizi che rischia di avere riflessi negativi anche dal punto di vista turistico e rischia di frenare quelle che possono essere alcune iniziative di marketing territoriale per il rilancio del porto. «Più servizi offriamo e più c’è la possibilità che qualcuno possa scegliere Villanova come meta per le sue vacanze o per lasciare la sua barca. Già abbiamo il problema che non c’è pescaggio nel porto, se poi non possiamo rifornire le barche, diventa davvero difficile che gli stranieri, ma non solo – continua l’assessore al turismo del comune di Ostuni al Nuovo Quotidiano di Puglia- si fermino qui. C’è comunque un programma e la volontà di questa giunta di attuare tutte le misure per dare un nuovo slancio al porto di Villanova. Non è escluso che insieme al collega che ha le deleghe di competenza alla riqualificazione del porto si possa convocare un vertice con le autorità preposte per affrontare queste recenti difficoltà emerse».

Nei mesi scorsi il progetto di ristrutturazione dell’area di Villanova era stato inserito nel Patto per il Sud che l’allora governo Renzi firmò con la regione Puglia. Una pianificazione che al momento per la Città bianca non ha trovato risvolti concreti. L’amministrazione comunale ostunese nel maggio del 2016 fece suo e candidò il progetto realizzato oltre 10 anni fa da Italia Navigando in cui rientravano diverse opere, dalla creazione di un centro servizi, all’installazione di un distributore di carburante, tema quanto mai attuale, all’ampliamento e riorganizzazione dei posti barca, al fine di creare le condizioni per ospitare imbarcazioni da 7 sino a 20 metri. Al momento però gli uffici comunali, pur non ricevendo nessuna comunicazione ufficiale su eventuali sviluppi del programma nazionale, avrebbero avanzato e sollecitato alla Regione l’approvazione del piano regolatore del porto.

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